Cronaca

Il Consiglio regionale approva l'abolizione delle Province

Panontin: «Si chiude di fatto un percorso riformatore cominciato tre anni fa circa: alcuni emendamenti sono stati accolti, alcune piccole modifiche di natura puntuale e di dettaglio sono state apportate, ma l'impianto è quello uscito dalla Giunta e quindi dalla Commissione»

Il disegno di legge sulla soppressione delle Province è stato approvato dall'Aula con 23 voti a favore (la Giunta, tutti i gruppi di centrosinistra e Pustetto del gruppo Misto), 12 voti contrari (FI, AR, LN, FdI/AN e Violino del gruppo Misto) e 6 voti di astensione (M5S e Colautti di Ncd).

«Si chiude di fatto un percorso riformatore cominciato tre anni fa circa: un percorso lungo e non facile, che ha richiesto passaggi alle Camere per modificare lo Statuto - affermato l'assessore regionale alle Autonomia locali e al Coordinamento delle riforme Paolo Panontin al termine della seduta del Consiglio regionale -. Durante il lavoro di Commissione e durante il Consiglio alcuni emendamenti sono stati accolti, alcune piccole modifiche di natura puntuale e di dettaglio sono state apportate, ma l'impianto è quello uscito dalla Giunta e quindi dalla Commissione».

Del lavoro d'Aula Panontin ha apprezzato in particolare «il passaggio sull'articolo che disciplina in maniera puntuale e parzialmente diversa il meccanismo di finanziamento dei Comuni che stanno nelle Unioni territoriali intercomunali, meccanismo che lavora molto sull'autodeterminazione e la quantificazione autonoma della spesa delle funzioni da parte dei Comuni: in quell'emendamento - ha aggiunto Panontin - ci sono state diverse aperture da parte della minoranza che mi fanno ben sperare nel successivo atteggiamento degli amministratori e dei sindaci ancora non entrati nelle Unioni».

L'assessore ha, da ultimo, segnalato in sede di voto finale, «alcune rilevanti astensioni che sono un segnale importante e che in parte tengono conto di una posizione assunta anche all'epoca dell'approvazione in quest'Aula all'unanimità dei presenti della modifica dello Statuto di autonomia proposto alle Camere».

«Con l'abolizione delle Province introduciamo un'innovazione amministrativa che ammoderna il rapporto tra i cittadini e istituzioni». A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Vincenzo Martines, presidente della V commissione e relatore di maggioranza della disegno di legge 164 Soppressione delle Province: «All'inizio di questo percorso molti avrebbero giurato che non ce l'avremmo mai fatta». L'abolizione delle Province, continua Martines «è un percorso di innovazione istituzionale che ammoderna il rapporto tra i cittadini e il governo del territorio con la scelta di far dialogare la Regione e i Comuni per il tramite anche delle Uti. Questa innovazione è stata la prova tangibile di cosa vuol dire applicare la Specialità in una di quelle materie, gli enti locali, che lo Stato centrale vorrebbe avocare a se. Così, invece, il Friuli Venezia Giulia ha dimostrato la sua autonomia pur nell'animata discussione politica alla quale abbiamo assistito in questi anni».

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