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Crisi industriale

Warsila, i sindacati: "Valutiamo mobilitazione con lavoratori"

Fim, Fiom, Uilm: "indisponibilità Wartsilaa sottoscrivere accordi su ammortizzatori sociali in assenza di credibili progetti finalizzati a salvaguardare l’occupazione, diretta e degli appalti, e garantire la continuità produttiva del sito"

TRIESTE - I sindacati annunciano incontri con i lavoratori della Wartsila per valutare iniziative di mobilitazione. Delusione e preoccupazione da parte delle sigle sindacali dopo l'ultimo tavolo al Mimit, in cui l'azienda ha ottenuto una proroga di venti giorni dal Governo per esprimersi sulle manifestazioni di interesse. Così dichiara ad Ansa Antonio Rodà (Uilm - Uil): "l'ansia e le aspettative dei lavoratori crescono e l'azienda rallenta sull'impegno rispetto ai tempi della reindustrializzazione che si era assunta con l'accordo di novembre 2022".

Per Andrea Dellapietra (Fiom Cgil), è stata una "discussione deludente perché l'azienda non ci ha dato i dati che ci servivano per capire la situazione sul sito produttivo di Trieste", e spiega che ci saranno "due tavoli, uno in Regione per discutere il piano industriale e uno di nuovo al ministero per le trattative in corso". Al momento, spiega il referente sindacale, "da 451 esuberi siamo passati a 330 tra operai e impiegati nelle produzione e le attività sono praticamente ferme, il lavoro sta scemando" e ritiene che "da parte del Governo la risposta è stata tiepida, non si sono sbilanciati tanto".

I coordinatori nazionali di Fim, Fiom, Uilm, Massimiliano Nobis, Luca Trevisan, Guglielmo Gambardella esprimono "insoddisfazione" per la scelta della multinazionale e confermano la "indisponibilità a sottoscrivere accordi su ammortizzatori sociali in assenza di credibili progetti finalizzati a salvaguardare l’occupazione, diretta e degli appalti, e garantire la continuità produttiva del sito" impegnandosi a "incalzare Wartsila e Governo per concludere positivamente la vertenza. In tal senso valuteremo in assemblea con I lavoratori le iniziative di mobilitazione a sostegno della vertenza".

Usb al tavolo ha dichiarato come sia "urgente dare risposte a lavoratori che vivono in una fabbrica che si sta ormai completamente svuotando, resa indifendibile anche attraverso un accordo sottoscritto da Fim Fiom Uilm e che fino ad oggi non ha dato garanzie, anzi è rimasto del tutto disatteso. Abbiamo affermato come sia necessario intervenire subito perché anche l'appalto è messo in estrema sofferenza e la richiesta di ulteriori settimane è vero atto di disprezzo nei confronti del territorio di Trieste".

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