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Giovedì, 23 Maggio 2024
Crisi industriale

Wartsila: il Governo ha avuto contatti con tre realtà industriali per lo stabilimento

Rodà (Uilm): "La produzione continui fino al subentro". Colautti (Usb): "La presenza del 'volto buono' Cafagna non ha cambiato la sostanza, Wartsila conferma il progetto di dismissione"

Il Governo ha avuto contatti con tre realtà industriali per il futuro di Wartsila: è stato riferito dal capo di gabinetto del ministero delle Imprese e del Made in Italy Federico Eichberg in occasione del tavolo ministeriale sulla vertenza Wartsila ancora in corso a Roma. Così ha dichiarato ad Ansa il segretario territoriale della Uilm, Antonio Rodà. Presenti anche l'assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen e i vertici di Fim, Fiom, Uilm e Usb.

Rodà ha dichiarato poi che "l'azienda parla di ripresa della produzione per un periodo funzionale a portare avanti alcune commesse" e che "la produzione dovrà proseguire necessariamente fino al subentro di un nuovo eventuale soggetto industriale".

Così il segretario provinciale di Usb Sasha Colautti: "Nei fatti, la presenza del 'volto buono' di Wartsila Italia, ovvero il nuovo amministratore delegato Cafagna, non ha cambiato in alcun modo la sostanza delle decisioni della multinazionale che conferma il progetto di dismissione". 

Per Usb è "necessario che il governo si assuma l'onere dell'individuazione dei soggetti preposti alla reindustrializzazione o diventi egli stesso il reindustrializzatore. Per noi non sarebbe accettabile che sia l'azienda, attraverso il suo advisor, a indicare chi si deve insediare lì", e ritiene inoltre "fondamentale definire prima un perimetro occupazionale che garantisca tutti i lavoratori dentro la scelta industriale".

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