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Crisi industriale

Wartsila, è fumata nera: insoddisfazione unanime per le due proposte dell'azienda

Le due aziende interessate proposte dalla multinazionale sono la IMR industria italiana dell'automotive che sembrava inizialmente scomparsa, e la H2Energy, una startup che si occupa di elettrolizzatori per idrogeno. Sparita l'austriaca Christoff. La Regione, i sindacati e Confindustria si dichiarano insoddisfatti

TRIESTE - Wartsila presenta al Ministero due aziende interessate a rilevare l'impianto di Bagnoli della Rosandra, la IMR industria italiana dell'automotive che sembrava inizialmente scomparsa, e la H2Energy, una startup che si occupa di elettrolizzatori per idrogeno. Nessuna traccia, invece, della multinazionale austriaca Christoff, che in un primo momento era apparsa come il nome di punta. E' quanto emerso dal tavolo odierno di Wartsila Italia al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in presenza dei sindacati e delle istituzioni locali, tra cui il presidente Fedriga e gli assessori Bini e Rosolen. Insoddisfazione da parte dei sindacati e dell'amministrazione regionale

La Regione invia una nota ufficiale in cui definisce le proposte presentate da Wartsila "insoddisfacenti. Il tavolo rimane quindi aperto finché non perverrà una proposta seria di reindustrializzazione, che offra adeguate garanzie alle maestranze e che valorizzi la strategicità del sito. Fino ad allora, nessun altro tema relativo alla vertenza potrà essere trattato".

Così Antonio Rodà (Uil): "Non possiamo che essere assolutamente insoddisfatti della riunione di oggi. Dopo due rinvii, dopo aver preso tempo rispetto agli impegni presi, oggi Wartsila arriva con due proposte che unanimemente giudichiamo non idonee per un sito delle dimensioni di Wartsila, per la capacità produttiva che ha, per il know how delle maesranze ma soprattutto per quella logica di strategicità di cui si è sempre parlato e che anche il Governo ha ribadito". I sindacati chiedono quindi di "riprendere in mano le fila delle interlocuzioni che ci sono state con altri gruppi industriali".

In merito alla sparizione di Christoff dallo scacchiere, spiega Rodà, "il perché è stato chiesto con forza anche dal presidente Fedriga e dal presidente degli industriali Agrusti. L'azienda ha nicchiato e ha solo detto che non avevano presentato una proposta vincolante. Ci è sembrata una risposta diplomatica che non ha voluto andare nel dettaglio dei motivi reali" 

Usb, parlando di Imr Industries, dichiara che "è un’azienda legata alla componentistica per l’automotive, con produzione dedicata a componenti in plastica sia interni che esterni autoveicoli. Potrebbe assumere fino a 250 dipendenti entro il 2025 con un misero investimento di 20 milioni di euro". Im merito a e H2Energy, invece, il sindacato parla di "una start-up con un capitale sociale di 7 milioni di euro e un organico attuale di 30 addetti, disponibile ad assorbire entro il 2026 tra i 280 ed i 300 lavoratori con un investimento di soli 11 milioni di euro. I numeri parlano da soli, e rappresentano in modo evidente come entrambe le soluzioni non siano solide".

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