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Crisi industriale / San Dorligo della Valle - Dolina

Wartsila: meno esuberi a Trieste e investimenti da 50 milioni in ricerca e servizi

Presentato il piano industriale per il prossimo triennio. L'azienda ha anche annunciato 50 assunzioni nei settori non produttivi. Rosolen: "Importante discutere oltre il triennio". I sindacati: "Necessari investimenti più consistenti"

Investimenti da 50 milioni per i prossimi tre anni e un numero di esuberi per lo stabilimento di Bagnoli che scende da 451 a 321: è l'impegno dichiarato ieri dai vertici Wartsila, con l'intenzione di mantenere in Italia l'attività non produttiva, per la quale sarebbero in previsione anche nuove assunzioni (50 entro il 2025).  La società ha infatti presentato ieri il piano industriale per la parte di ricerca e servizi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Le recenti scelte dell'azienda relative alla decarbonizzazione dei settori Marine ed Energy hanno quindi a che fare con la transizione ecologica, motivo dichiarato per la dismissione dello stabilimento di Bagnoli e la produzione di motori diesel. Per i lavoratori che resteranno fuori dall'azienda si profila la possibilità di essere riassorbiti dalle aziende che rileveranno lo stabilimento. Per il momento, riporta il Tgr Rai Fvg, sono 20 le realtà industriali che hanno manifestato interesse. 

Parte rilevante del progetto di decarbonizzazione, è stato dichiarato, "riguarda lo sviluppo del retrofit al metanolo dei motori W46F e i test per la conversione dei motori a due tempi, di cui Trieste diventerà l'unico hub centrale. Il motore W46F da laboratorio arriverà a Trieste in febbraio e le attività impiegheranno mesi di lavoro". 

L'assessore Rosolen, pur esprimendo apprezzamento per il fatto che l'azienda abbia mantenuto l'impegno di presentare nei tempi concordati il business plan, ha dichiarato che "il prosieguo della discussione dovrà portare a un orizzonte temporale che superi il triennio coperto dal piano aziendale. Più in generale sarà necessario chiarire se e in che termini Wärtsilä vorrà continuare a essere un player strategico del sistema Italia". 

La senatrice Tatjana Rojc (Pd), ha chiesto al Governo di "esprimere una volontà più determinata a trovare le soluzioni che sono state chieste e prospettate ancora mesi fa", mentre la deputata Nicole Matteoni (FdI), ritiene l'incontro "molto utile" ma "quello di ieri era solo un primo passo, il Ministero ha già fissato un nuovo incontro per i primi di marzo per far avanzare la discussione di approfondimento del piano industriale".

I sindacati Fim, Fiom e Uilm, in un comunicato congiunto, dichiarano: "Riteniamo che ci siano le condizioni per aprire una discussione sulle prospettive industriali di Wärtsilä Italia" e ritengono "necessari investimenti più consistenti sulle sedi di Genova, Napoli e Taranto e sul mantenimento di parte dell’attività operativa". Per Usb sono "necessarie ulteriori garanzie", poiché "nei fatti a Trieste rimarrà di Wartsila solo un'azienda di servizi e fornitura di progetti".

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