rotate-mobile
La crisi

Burocrazia e accordi sindacali: le secche dove potrebbe arenarsi la nave dei coreani

Da quando il palco della protesta dei lavoratori di Wartsila si è spostato verso lo scalo giuliano, lo scontro non è più solo tra sindacati e azienda. La lista dei possibili bastoni tra le ruote che potrebbero interferire con l'operazione reclamata da Daewoo

TRIESTE - Burocrazia pensaci tu. Per fermare la consegna dei 12 motori della Daewoo, il pensiero sulle possibili secche dove far arenare la nave stuzzica la fantasia (e alimenta le speranze) del fronte anti Wartsila. I sindacati hanno ripetuto più volte la necessità che la protesta continui "all'interno della legalità" e la sensazione comune è che i coreani non avranno vita facile per portare fuori da Trieste ciò che gli spetta. Dal porto ai 451 dipendenti che rischiano il posto di lavoro, nessuno punta il dito contro la Daewoo, intendiamoci (qui il nemico è l'azienda finlandese) ma l'alleanza per difendere l'industria triestina non è stata mai così compatta, trasformando i motori nella leva per tentare di ottenere il ritiro della procedura. 

Convocato il tavolo al Mise il 7 settembre

La burocrazia

"Per una volta sembra che la tanto bistrattata burocrazia italiana possa finalmente rappresentare un elemento positivo" è il pensiero che in molti addetti ai lavori stanno facendo, in questi ultimi giorni. Ma andiamo con ordine. Al di là delle difficoltà logistiche nello spostamento dei motori (che hanno bisogno di essere caricati su macchinari chiamati in gergo millepiedi) e delle valutazioni delle richieste avanzate dalla Uhl Fusion all'Autorità di Sistema Portuale (che sembra non arriveranno in tempi rapidissimi), alcuni scenari sembrano essere particolarmente spinosi. Nella lista spunta un accordo sindacale firmato tra la Federazione Sindacale dei Lavoratori del Mare e la Uhl Fusion il 3 novembre 2021 (con scadenza nel 2024), testo che segue l'accordo nazionale firmato nel 2020 e che regola il lavoro dei marittimi. Al punto 4.1. di quest'ultimo si trova uno dei possibili ostacoli per la nave attualmente in rada.  

Il testo dell'accordo

"Né l'equipaggio della nave né chiunque altro a bordo, sia con impiego a tempo indeterminato che a tempo determinato presso la società, potrà svolgere la movimentazione delle merci e altri lavori tradizionalmente o storicamente svolti dai lavoratori portuali senza il previo consenso del sindacato locale riconosciuto e che rappresenta i lavoratori del porto, e a condizione che i singoli marittimi si offrano volontari per svolgere tali compiti per i quali dovrebbero essere adeguatamente retribuiti". Tradotto in parole povere e stando a quanto stabilito nell'accordo, per poter svolgere l'operazione di autoproduzione l'equipaggio ha bisogno del consenso dei sindacati locali, cosa che non avverrà mai. L'indiscrezione è apparsa su Shipmag. "La UHL - così l'articolo - Fusion risulta coperta dal contratto nazionale portoghese che limita specificatamente l’autoproduzione ai casi nei quali i portuali dello scalo lo permettano e, in ogni caso, mai di fronte a uno sciopero degli stessi portuali". 

Partita a scacchi

C'è poi un altro possibile scenario che fa sperare il popolo dell'ex Grandi Motori ed è quello che riguarda la presenza ed il ruolo dei guardiafuochi del porto di Trieste. L'analisi della partita a scacchi con le sue mosse e contromosse non ha tenuto conto proprio di un ultimo, ma indispensabile particolare. "Si lascia intendere che una volta caricati a bordo i motori la faccenda sarebbe conclusa, io mi permetto di dissentire" scrive un guardiafuochi, interpellato da TriestePrima. 

"Senza di noi il carico non può essere fissato"

"Una volta caricati a bordo i motori andrebbero opportunamente bloccati, operazione che prevede la saldatura di "stopper" e "D ring". Per la saldatura potrebbe anche procedere l'equipaggio, ma resterebbe ancora un problema: la sorveglianza antincendio, obbligatoria per ordinanza della capitaneria di Porto, e svolta da personale altamente specializzato, i guardiafuochi iscritti nell'apposito registro della capitaneria. Senza la nostra presenza il carico non potrà essere fissato. E senza essere fissato adeguatamente la sicurezza della navigazione, soprattutto oceanica, non è garantita". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Burocrazia e accordi sindacali: le secche dove potrebbe arenarsi la nave dei coreani

TriestePrima è in caricamento