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A vela da Trieste ad Hong Kong, l'impresa riparte dall'India

Si erano fermati a Kochi all'inizio del mese di maggio il triestino Fabrizio Pizzioli e l'australiano-statunitense Matthew Hampton Wakelling che, lo scorso 3 marzo erano salpati dalle rive di Trieste alla volta della metropoli asiatica. TriestePrima racconterà in esclusiva ogni settimana la seconda parte del sogno

"Nemesis farà rotta fuori dalle tenebre, verso le luci del sudest asiatico con Singapore all’orizzonte. Ci aspettiamo da 10 a 15 giorni di navigazione poco piacevole. Staremo a vedere". La barca a vela partita il 3 marzo da Trieste e con l'obiettivo di approdare ad Hong Kong dovrebbe ripartire domattina da Kochi, il porto indiano dove a causa dei cicloni asiatici era stata costretta a fermarsi la scorsa estate. Il triestino Fabrizio Pizzioli e l'australiano-statunitense Matthew Hampton Wakelling sono arrivati in India qualche giorno fa e hanno ricevuto tutti i documenti necessari per rimettersi in viaggio. I due hanno quindi dato l'annuncio della loro ripartenza attraverso il sito ufficiale di quella che, a tutti gli effetti, è una vera e propria impresa. 

We sail the silk road: l'incredibile viaggio di due novelli velisti

Il progetto: "A vela lungo la via della Seta"

"We sail the silk road", questo il titolo del viaggio, inizialmente avrebbe dovuto riprendere il mare verso la fine del mese di settembre ma, proprio a causa delle condizioni meterelogiche e ulteriori problemi burocratici, era stato posticipato a data da destinarsi. "Quando abbiamo lasciato Nemesis a Kochi in marina, si chiudeva uno dei momenti più intensi della mia vita e probabilmente anche di Matt - ha scritto Fabrizio - lasciandoci con la domanda di cosa fare della vita lontani dal mare".

Prima puntata: la settimana in Adriatico

L'Egeo, il mar Rosso e l'oceano Indiano

La navigazione nella prima parte del viaggio non è stata facile. La discesa in Adriatico, l'arrivo in Grecia e l'impetuosità dell'Egeo hanno rappresentato una sorta di "palestra", anche grazie alla presenza di uno skipper scozzese che ha dato una mano ai due novelli velisti,  per riuscire ad affrontare quindi Port Said e l'entrata nel canale di Suez, in Egitto. "Il viaggio da Trieste a Heraklion - scriveva Fabrizio il 24 marzo - è stato un allenamento introduttivo e un test per la barca e per noi. Ora ci avventuriamo nel cuore del Mediterraneo con molta più serenità e fiducia puntando a Port Said". 

Verso il canale di Suez, la seconda settimana

L'amicizia

Nelle settimane successive hanno rischiato di finire nel vortice del colpo di stato in Sudan "scampato per un pelo", sono stati individuati da un drone di sorveglianza militare e hanno veleggiato nel corridoio di sicurezza a nord del corno d'Africa, per evitare gli assalti di pirati contemporanei. Dopo circa 15 giorni di navigazione sono giunti infine in India. Il rapporto di amicizia tra Fabrizio e Matthew si è cementato e ha legato profondamente i due. "Oggi ritornare a Kochi, riabbracciare Matt e salire a bordo di Nemesis - scrive il giovane triestino - ha un significato diverso che si declinerà solo nelle prossime settimane in modo comprensibile". 

Fabrizio Pizzioli e Matthew Hampton Wakeling-2

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Verso Singapore

Nemesis alzerà le vele e si dirigerà quindi verso lo stretto di Malacca, per puntare poi verso Singapore. "Questa parte del viaggio sarà riemergere dagli inferi e riaffacciarsi al mondo in cui in qualche mondo apparteniamo rigenerati, riappacificati e rendere partecipi chi ci sta attorno di questo percorso, facendoli salire a bordo. Andreea infatti ci raggiungerà aspettandoci in Tailandia. Il faro si sposta: invece di indicare il passato indica la meta, il futuro".

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Criticità prima della ripartenza

Per ripartire, i due giovani avventurieri hanno dovuto sanare alcune situazioni critiche e legate alla barca. "Il clima indiano salmastro, umido e caldo di questi sei mesi ha logorato parti che non ci si aspetterebbe. Persino i filtri di ricambio sigillati nelle bustine di plastica sono arrugginiti al punto di non poter essere utilizzati. Il 75 per cento delle lattine di fagioli e altro si sono corrose lasciando il loro contenuto nei gavoni, tanto per dare il senso della devastazione". 

TriestePrima racconterà ogni settimana in esclusiva anche questa seconda parte del viaggio. 

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