Cronaca

A vela da Trieste ad Hong Kong, in navigazione tra Somalia e Yemen

Sfuggiti al colpo di stato in Sudan, hanno navigato tra droni militari e verso Gibuti con vento contrario. Ad oggi sono entrati nel golfo di Aden, nel corridoio che porta verso l'oceano Indiano. Quasi due mesi di navigazione, un'impresa incredibile

Fabrizio Pizzioli

Fabrizio Pizzioli e Matthew Wakeling Hampton sono partiti ad inizio marzo da Trieste con una barca a vela e stanno veleggiando, da quasi due mesi, verso la Cina. Dopo aver attraversato l'Adriatico, il canale di Corinto ed essere arrivati all'imbocco del canale di Suez, da qualche settimana sono entrati nel mar Rosso dove sono "sfuggiti" al colpo di stato in Sudan. In questo momento si trovano nel golfo di Aden pronti a dirigersi verso l'Oceano Indiano. 

La partenza: da Trieste ad Hong Kong

Il progetto, we sail the silk road, li porterà fino ad Hong Kong. Di seguito il racconto delle ultime settimane.

9 aprile: l'incontro con un drone militare

Il sole oggi si abbassa sul mare ma poco più in là, dopo l’orizzonte, c’è l’Eritrea. Tramonto impeccabile mentre noi veleggiamo su un vento di traverso che soffia da est. All’improvviso in un cielo limpido e azzurro un riflesso incandescente: un puntino attrae la nostra attenzione, così s’intravede per un attimo un oggetto scuro che non sembra un aereo. Rimane fermo o comunque lento sopra di noi, poi gira e procede a 45 gradi in un’altra direzione. Matt, che di aerei se ne intende, da buon pilota mi spiega che solitamente non si muovono in quel modo e gli elicotteri si sentono – ci arrivavo anch’io, che di aerei conosco solo come trovare il posto numerato del mio biglietto. Insomma, un drone di sorveglianza militare. Chissà. O forse un UFO, Unidentified Flying Object. Ci siamo. Mi manca che mi rapiscano i marziani.

Verso Alessandria d'Egitto, un'impresa incredibile

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