Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Sviluppi sul caso del triestino morto in Angola: l'ultimo saluto l'11 febbraio

I funerali verranno celebrati dalle 9 nella sala Azzurra del cimitero di Sant'Anna dalle 9 in poi. Traduzione del referto completata, ora si passa alla fase della nomina del consulente tecnico. Nell'articolo gli sviluppi sul piano legale

Foto Facebook

I funerali di Wolfrang Galletti, il palombaro triestino di 43 anni morto in un incidente a circa 80 metri di profondità nei pressi di una piattaforma al largo delle coste dell'Angola, verranno celebrati martedì 11 febbraio dalle 9 in poi nella sala Azzurra del cimitero di Sant'Anna a Trieste in via Costalunga. L'ha comunicato la famiglia precisando che alle 10:30 verrà celebrata una messa a lui dedicata. 

"Wolf" era impiegato in lavori di manutenzione a decine di metri di profondità quando, il 27 dicembre scorso, è rimasto vittima di un grave incidente che gli è costato la vita. Da quel giorno si è messa in moto la macchina per far rientrare la salma in Italia, operazione che in un primo momento ha incontrato delle criticità di natura burocratica, alle quali si è sommata la carica emotiva della famiglia e dei molti che avevano voluto bene al 43enne triestino. 

"Vogliamo chiarezza"

Il corpo del giovane palombaro ha quindi fatto rientro a Trieste appena il 20 gennaio. In tale occasione sono stati restituiti alla famiglia gli effetti personali e la documentazione a supporto del caso che è seguito dall'avvocato Andrea Piras. "Vogliamo ricostruire la verità, Wolfrang era un diver con un'esperienza pluriennale e una persona nota nel suo campo per essere molto cauta, sempre con la testa sulle spalle" così il legale della famiglia. 

Gli sviluppi del caso

La traduzione del referto autoptico inizialmente aveva manifestato alcune perplessità in Piras. Wolf stava operando sott'acqua e improvvisamente un tubo di grosse dimensioni sarebbe caduto sulla bombola di Wolf - tradotta come capsula/campana, che è invece una forma di protezione che i palombari utilizzano nella discesa - spingendolo in avanti.

Davanti a sé Wolf aveva un cubo di cemento, dove sarebbe rimasto schiacciato dalla forte pressione dell tubo. "Per quanto riguarda le prossime mosse - ha concluso Piras - probabilmente andremo a nominare un consulente tecnico, per ottenere una ricostruzione corretta anche e soprattutto delle operazioni precedenti alla discesa. E' un percorso lungo, ma vogliamo venga fatta chiarezza una volta per tutte". 


 

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