"A Wuhan ad ottobre, poi una polmonite e febbre per 15 giorni", le parole di un residente in Fvg

Simone (nome di fantasia) ha chiesto l'anonimato ma ha voluto fornire una personale testimonianza sulla sua presenza nella città da dove ufficialmente, qualche mese dopo tutto è partito

Verso la fine del mese di ottobre si trovava per lavoro a Wuhan e, dopo il suo ritorno in Europa e l’arrivo del CoViD-19 in Italia, è stato male a tal punto da pensare di aver contratto il virus. La storia viene raccontata in esclusiva a TriestePrima da un residente in Friuli Venezia Giulia che, nonostante la richiesta di rimanere anonimo, ha voluto tornare su quei momenti anche e soprattutto per i dubbi che agitano la discussione in merito alla diffusione del Coronavirus non solo nel nostro Paese ma in tutto il continente europeo.

Le parole dello Stato Maggiore della Difesa 

Traendo spunto da un articolo de Il Messaggero che l’8 maggio ha pubblicato alcune testimonianze di atleti della nazionale italiana impegnati proprio nella città cinese lo scorso autunno nei mondiali militari, la vicenda appare ancora più misteriosa, soprattutto alla luce della “tombale” dichiarazione dello Stato Maggiore della Difesa riportata dallo storico quotidiano romano. “Il personale sanitario militare – si legge - ha sempre monitorato lo stato di salute della delegazione e non ha riscontrato alcuna criticità sanitaria individuale o collettiva”.

Quindici giorni di febbre e polmonite

Simone (nome di fantasia) è sbarcato in Italia e poi, dopo qualche settimana è tornato nella sua regione per far visita ai suoi genitori. “Anche mio padre è stato molto male per circa 15 giorni – racconta – e dopo le notizie della diffusione del virus in Italia, abbiamo iniziato seriamente a pensare che il nostro malessere, praticamente identico, fosse riconducibile al virus”.

Al mercato di Wuhan

Il giovane continua affermando di essere stato al famigerato mercato di Wuhan, quello da dove, secondo le fonti ufficiali, sarebbe “partita” l’epidemia. “Una sera sono andato a visitarlo. Ho camminato su e giù, ho fatto dei video, scattato delle foto, insomma un po’ come si fa quando si è in un posto che non si conosce. Nessuno poteva pensare a ciò che sarebbe esploso a distanza di qualche mese”. Dalle ultime indiscrezioni sembrerebbe che molti degli sportivi europei presenti ai campionati mondiali militari in Cina, al loro ritorno in patria fossero stati male.  

Il caso: quando è sbarcato il virus in Europa?

Simone ora sta bene e da quell’ottobre non ha più avuto sintomi, né ricadute. Da qualche giorno però alcune ombre aleggiano sui campionati di Wuhan e sulla trasmissione del virus in Europa. Il primo caso registrato sul continente, infatti, è in Francia nel mese di dicembre, anche se tra gli addetti ai lavori sono in molti a sostenere che diversi casi, seppur non trattati alla stregua del CoViD-19, si siano manifestati già durante l’autunno. Il malessere di novembre è stato scambiato per una fortissima influenza, una polmonite, o qualche male di stagione? Al momento nessuno sembra saperlo, visto che in Italia l’evidenza del virus si è palesata appena nel mese di febbraio.

Gli interrogativi

Da quel mese in avanti, ogni Paese dell’Unione Europea ha dovuto fare i conti con l’aumento esponenziale dei casi di CoViD-19 e la sua conseguente “devastazione”, sia in termini di esistenze strappate alla vita (Gran Bretagna e Italia stanno pagando un prezzo altissimo con circa 30 mila morti a testa ndr), sia in virtù di una paralisi del sistema che ha letteralmente gettato l’economia nella peggiore crisi dal secondo dopoguerra ad oggi. L’inizio della pandemia ora appare relativamente distante e, forse proprio per queste ragioni, alcuni interrogativi sul virus cominciano ad emergere solamente ora.

Italia, Svezia, Stati Uniti: atleti da Wuhan a casa

Dal punto di vista sportivo, le sempre più insistenti voci riportate dalla stampa nazionale raccontano di partecipanti ai mondiali militari che una volta rientrati siano stati talmente male da pensare di ricondurre quel malessere ad una positività da Coronavirus. I paesi coinvolti sarebbero moltissimi e le polemiche generate dalle testimonianze sono ormai uscite alla luce del sole. Oltre all’Italia, ci sarebbe anche la Svezia ma soprattutto gli Stati Uniti. Dopo l’intervista rilasciata alla televisione, la ciclista 53enne Maatje Benassi vive ormai segregata nella sua casa in Virginia dopo le numerose minacce di morte ricevute via social. Secondo il veleno digitale infatti sarebbe lei il paziente 0 statunitense e tra Washington e Pechino, in una guerra che ormai non ha più solo una connotazione economico-finanziaria, sono volate pesanti accuse e tweet al vetriolo.  

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Finiti i mondiali si torna a casa: chi con una medaglia, chi con altro

In conclusione, anche in questo caso i numeri potrebbero giungere in soccorso delle presunzioni della strada. L’analisi di alcune delle presunte cause in merito alla diffusione del virus potrebbe infatti spiegarsi anche attraverso la celebre manifestazione sportiva. Gli atleti che hanno partecipato ai mondiali militari di Wuhan ad ottobre sono stati infatti circa diecimila, provenienti da circa 140 paesi. Dopo le gare e i nove giorni della competizione, sono rientrati a casa. Alcuni con qualche medaglia al collo, altri con un pesante malessere.  

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