Cronaca

Xverso, lo staff più “cupido” di Trieste: «Grazie a noi celebrati tanti matrimoni»

Intervista a Stefano Rebek, coordinatore dello staff "XVerso" che da oltre 5 anni organizza feste in diversi locali cittadini. Dall'anno scorso iniziata una proficua collaborazione con il Colonial Club «Il nostro motto è l'eleganza, sempre»

Continuano i grandi successi per lo staff Xverso, guidato sin dai suoi arbori da Stefano Rebek, capitano indiscusso della ciurma. «Sono nato a Trieste 35 anni fa - spiega Stefano - , ho girato per lavoro diversi anni per l’Italia da Nord a Sud, dove sono venuto a contatto con realtà molto diverse tra loro, specie per quanto concerne il mondo della notte, di cui tuttora mi occupo con Xverso. Molte delle idee e di ciò che ho visto ho cercato di importarle a Trieste, per offrire un servizio sempre migliore e all’avanguardia. Oltre del settore feste, lavoro ormai da tanti anni nel settore dell’abbigliamento all’interno di un noto centro commerciale cittadino. Il nome della crew è nato da una singolo presentato nel 2010 da Tiziano Ferro (Perverso), e successivamente adattato da noi a Xverso».

«Siamo nati  - spiega - come staff ormai cinque anni fa, organizzando inizialmente alcune feste-aperitivi alla Boheme in via San Lazzaro. Sin da subito abbiamo potuto constatare come le persone arrivavano sempre di più alle nostre iniziative, forti anche di un passaparola vincente. Sempre nello stesso anno, abbiamo anche organizzato alcuni party al Marina San Giusto e ad inizio stagione “invernale” si è iniziata una collaborazione, che poi sarebbe andata avanti per ben tre stagioni, con la discoteca Makaki (poi Viale 39 ed ora Naima Club). Dall’anno scorso, abbiamo iniziato una collaborazione proficua con il Colonial, che tante soddisfazioni ci ha regalato nel corso della prima stagione, con frequenti sold-out e grande soddisfazione da parte del pubblico presente».  IMG-20150916-WA0000-2

«È mutato -  continua -, e anche di molto, lo staff in questi cinque anni (una decina di persone la cui età media si aggira dai 25 ai 35 anni) ma non è cambiata la nostra filosofia delle serate, vero trait d'union che ci ha accompagnato sempre, dall’estrema eleganza che contraddistingue le nostre serate, al massimo impegno per rendere impeccabile e deliziosa la permanenza alle nostre feste dei nostri clienti-amici-ospiti fino al voler fare festa in modo e sano e genuino. Grazie a questa nostra idea abbiamo invogliato ed abituato i triestini a coccolarsi anche per quanto concerne il divertimento, a indossare abiti eleganti per il pure piacere di essere impeccabili e di circondarsi di conseguenza nei party di altrettante persone chic. L’eleganza, voglio sottolineare, non è solamente confinata nel modo in cui uno si veste per uscire, ma viene intesa a 360 gradi, comprendente anche la gentilezza, l’educazione, il modo di porsi verso il prossimo e il modo di affrontare la serata rispettando se stesso e gli altri».

«Oltre - continua - ad aver importato nei diversi locali la nostra filosofia di serate, abbiamo cercato anche di adattarci rispetto alle esigenze e all’organizzazione del locale stesso, riuscendo ovunque a combinare i diversi stili, le diverse idee in un cocktail esplosivo e sempre vincente. Grazie alle serate da noi organizzate molte persone hanno avuto la possibilità di conoscersi. Da queste conoscenze e successive frequentazioni, sono nate unioni durature sugellate con il matrimonio. Non sono neanche mancati i bambini da tali unioni, quelli che io chiamo i "bambini Xverso". Mi è stato chiesto di fare da testimone a qualcuno di questi matrimoni, ma devo dire che nessuno ha mai pensato di chiamare il proprio pargolo Stefano in mio onore..potrebbe essere un'idea da lanciare qui!».

IMG-20150916-WA0004-2«Per quanto concerne la movida – continua Rebek -, tema più che mai di attualità a Trieste, Stefano riferisce che «esiste a Trieste de è un mondo molto variegato in città, si va infatti dai ristoranti, agli aperitivi, alle osmize, ai diversi locali presenti in centro. Credo insomma che ci siano svariate modalità per passare le serate, accontentando così più persone possibili. Questo grazie anche alla multiculturalità presente nel capoluogo giuliano, fattore molto positivo proprio perché grazie allo scambio e all’interazione e integrazione tra più culture si possono incrementare le conoscenze, il bagaglio cultuale di ciascuno di noi, andando poi ad attingere proposte positive dalle diverse esperienze, offrendo in tal modo prodotti sempre migliori, anche e soprattutto in campo artistico. La questione movida, esplosa in questi mesi, ha provocato uno shock, si sentiva nell’aria da parte del popolo della donne ma specialmente dai gestori l’ansia musicale, la paura che potesse succedere qualcosa. In pratica la tranquillità che dovrebbe accompagnare una bella serata in allegria e spensieratezza è stata almeno parzialmente minata da tali preoccupazioni. Proprio su queste basi è nato il “Comitato Trieste Viva”, del quale io mi onoro di far parte, che sta cercando di realizzare, di comune accordo con le Istituzioni, legislazioni in materia e regolamenti tali da garantire il sonno ai triestini ma contemporaneamente il diritto al divertimento notturno dei più giovani e non solo, in modo che non essi siano costretti ad andare altrove per passare le proprie serate».IMG-20150916-WA0003-2

«Il futuro dello sviluppo della città – conclude -  passerà senz’altro per il settore del turismo, ed in questo la situazione del Parco di Miramare è piuttosto emblematica, con degrado, abbandono e immagini non sicuramente all’altezza dell’ordine e della qualità eccellente in toto che dovrebbe offrire la maggior attrazione turistica della città, che poi è anche il primo impatto che hanno i turisti quando entrano in città. In questo contesto ben vengano sempre più navi da crociera, possibilmente che poi si fermino anche a Trieste per dar la possibilità ai croceristi di visitare il capoluogo regionale. Anche la città, però, dovrà fare necessariamente la sua parte, offrendo servizi all’altezza ai turisti: è necessario un cambio di mentalità da parte di Trieste».

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