"Il presidente non si tocca", i portuali stringono un patto con Trieste per blindare D'Agostino

Il 13 giugno prossimo alle 12 piazza Unità sarà teatro di una manifestazione "senza precedenti". La politica e i sindacati dei lavoratori portuali pronti a riempirla al grido di "c'è solo un presidente". Ancora assente Forza Italia

Un patto sociale pronto a difendere il porto di Trieste nel nome del suo presidente Zeno D'Agostino. Sarà una manifestazione “unitaria” quella che è stata ufficializzata questa mattina dai sindacati durante una conferenza stampa tenutasi nella sede dell’Autorità Portuale giuliana e che riempirà piazza Unità d’Italia al grido di “el presidente no se tocca”. Una mobilitazione massiccia che non ha precedenti e che conta inoltre sull’allineamento di tutta la politica triestina, ad eccezione di Forza Italia, che ha già preso le difese del manager veronese. Alla conferenza stampa infatti sono intervenuti il sindaco Roberto Dipiazza, i consiglieri regionali Roberto Cosolini, Andrea Ussai, Claudio Giacomelli, Francesco Russo e Danilo Slokar, oltre che ai rappresentanti dei lavoratori portuali e dei cosiddetti “colletti bianchi”.

"Non sarà D'Agostino il primo a perdere il lavoro"

“In cinque anni in porto sono arrivati 300 lavoratori in più e nessuno ha perso il posto di lavoro. Non sarà D’Agostino il primo a perderlo”. Stefano Puzzer, lavoratore portuale e membro del Comitato lavoratori portuali Trieste, ha detto di “non aver mai visto una grande unità nei confronti di una persona”. Marco Rebez della Uil Trasporti ha parlato di “patto sociale tra i sindacati e le aziende affinché la manifestazione possa rappresentare un punto di rilancio per ripartire ancora più forti dopo il coronavirus”. Messaggio condiviso con forza anche da Sasha Colautti dell’Unione Sindacale di Base: “Questa protesta andava portata in piazza perché il futuro di Trieste va rinforzato e passa attraverso il suo porto. Questo percorso deve continuare attraverso il suo presidente. Chi l’ha capito verrà in piazza sabato, non c’è un altro momento per farlo”.

La politica (quasi) tutta unita

Sul fronte politico l’assenza di Forza Italia non fa quasi più notizia. La netta presa di posizione contro la presenza cinese nello scalo giuliano pubblicamente non è stata menzionata e l’insolito gruppo ha affrontato esclusivamente il tema dell’appoggio alla manifestazione. Il sindaco Dipiazza ha parlato di “piccolo intoppo. In questi anni abbiamo costruito una grande squadra e non credo che la questione avrà delle ripercussioni”.

“È strano essere tutti quanti uniti ma la città si è messa dalla parte di un uomo” ha affermato Slokar della Lega, mentre Giacomelli di Fratelli d’Italia, prima di ricordare la commissione sul regime di extra doganalità in calendario il 29 giugno prossimo in Consiglio regionale, ha puntato il dito contro le “norme burocratiche abnormi” che di fatto hanno scalzato D’Agostino dalla presidenza del porto. “Oggi la petizione raggiunge le diecimila firme ed è un grande risultato” queste le parole di Francesco Russo che ha registrato la soddisfazione di vedere “finalmente che questa città è diventata gelosa delle sue opportunità di sviluppo. Trieste non vuole tornare indietro e credo che questa unità non vada sprecata”.

Secondo Cosolini “D’Agsotino ha messo in condizione tutti quelli che lavorano in porto di essere orgogliosi di essere portuali. Vedremo sabato come andrà, ma il grande lavoro svolto dal presidente ha reso orgogliosa una città intera nei confronti del suo porto”. Anche il Movimento Cinque Stelle sarà in piazza il 13 giugno. “Dobbiamo continuare in quella direzione – ha detto Andrea Ussai – anche perché ci sono atti da firmare, c’è un accordo di programma in ballo per spostare l’impegno sulla logistica e sui posti di lavoro. Grazie al ministro Stefano Patuanelli confidiamo di poter ottenere quanto prima delle risposte”.

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Le reazioni a livello internazionale

Uno dei punti più critici di questa tempesta improvvisa è quello che mette in relazione lo scalo giuliano con i partner internazionali. “Credo che in inglese non si possa neanche tradurre la parola ‘inconferibilità’” questa la dichiarazione rilasciata dal Commisario straordinario, nonché segretario generale, Mario Sommariva. Spiegare all’estero cosa sta succedendo infatti è quello che l’Autorità Portuale e le aziende che lavorano in porto stanno facendo. Nonostante via von Bruck non si sia mai fermata, tranquillizzare gli investitori e salvaguardare gli interessi commerciali è un percorso non facile. Il vero fronte verso cui concentrare gli sforzi sembra essere questo. Mostrare unità e sostegno a Zeno D’Agostino può essere d’aiuto anche in un contesto di mercato globale. E Trieste, tranne qualche psicosi da manifesto, ha già scelto di stare dalla sua parte. La piazza di sabato non farà nient’altro che ribadirlo. 

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