Cronaca

Zona rossa e arancione, coprifuoco anticipato e deroghe per i non conviventi: ecco i divieti di Natale 2020

Italia in lockdown. Arrivano conferme sulla nuova stretta che dovrebbe prevedere tra le altre cose la possibilità di uscire dai comuni sotto i 5mila abitanti. Ecco cosa si potrà fare (e cosa no)

Italia zona rossa dal 24 dicembre al 6 gennaio nei giorni festivi e prefestivi e arancione nei restanti giorni. Sarebbe questa la decisione assunta dal governo nel corso della riunione tra il presidente del consiglio Giuseppe Conte e i capi delegazione della maggioranza per decidere sulla nuova stretta nel periodo di Natale. Stando a quanto trapelato, l’intenzione è chiara: troppo alto il rischio di una recrudescenza dell’epidemia, si va dunque verso restrizioni severe. Salvo sorprese il calendario delle feste dovrebbe essere il seguente. Dal 24 al 27 dicembre, dal 31 al 3 gennaio e dal 5 al 6 gennaio l’Italia dovrebbe essere rossa. Gli altri giorni arancione.

Il coprifuoco anticipato alle 20 nei giorni arancioni

Una zona arancione rinforzata: secondo l'AdnKronos il coprifuoco dovrebbe infatti essere anticipato alle 20. Questa la decisione assunta nel corso della riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione delle forze di maggioranza, presenti anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, e il ministro gli Affari regionali, Francesco Boccia. 

Al momento non è ancora chiaro se le nuove misure verranno emanate con un decreto o con un Dpcm. Nel provvedimento dovrebbe comunque trovare posto una norma che prevede la possibilità di uscire dai Comuni sotto i 5mila abitanti, entro un raggio di 30 chilometri. Tuttavia non ci si potrà muovere per andare nei Comuni capoluogo, anche se si trovano entro un raggio di 30 km.

Nel decreto (o Dpcm che sia) ci sarà inoltre una deroga per consentire a due non conviventi - ma solo parenti stretti - di fare visita a genitori o nonni, fermandosi, ad esempio, per la cena della vigilia o per il pranzo di Natale. Nei giorni 'rossi', dunque ci si potrà spostare con l’autocertificazione "per far visita a un famigliare, portando con se figli 'under 14' che saranno comunque esclusi dal 'conteggio'. Vale a dire che si potrà andare dai nonni anche se in quattro, l'importante è che i due minori abbiamo meno di 14 anni di età". 

Nell'ambito della zona rossa e arancione - quindi fermo restando il divieto di spostamento tra le Regioni - dovrebbe essere consentito , sia nelle giornate "rosse" che in quelle "arancioni" a massimo due non conviventi di effettuare visite nelle abitazioni private.

In sintesi, le deroghe dovrebbero essere le seguenti: 

  • Possibilità di uscire dai comuni sotto i 5mila abitanti, entro un raggio di 30 chilometri;
  • Possibilità di uscire anche nei giorni "rossi" per far visita ai parenti stretti;

Rispetto a quanto trapelato ieri e nelle scorse ore, la novità più importante (ancora da confermare) rigarda invece il coprifuoco che come abbiamo anticipato dovrebbe scattare dalle 20 e non più dalle 22. La regole vale ovviamente solo per i giorni "arancioni" dal momento che in quelli "rossi" è preclusa la possibilità di uscire di casa a qualsiasi ora, se non per motivi di lavoro, salute o necessità. 

Zona rossa e arancione: cosa cambia a Natale

La proposta del governo prevede dunque la zona rossa su tutto il territorio nazionale dal 24 al 27 dicembre, poi dal 31 dicembre al 3 gennaio e il 5 e 6 gennaio. Resterebbero invece arancioni i giorni dal 28 al 30 dicembre, mentre il 21, 22 e 23 dovrebbero essere "gialli". Una concessione allo shopping natalizio? Nei giorni arancioni i negozi dovrebbero restare regolarmente aperti, fatto salvo ovviamente il rispetto delle misure anti-Covid. Saranno invece chiusi bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie (ad eccezione delle mense e del catering). Sia nelle giornate "rosse" che in quelle "arancioni" resterebbe consentita la possibilità di effettuare la consegna a domicilio e la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Si va dunque verso nuove pesanti restrizioni anche se bisognerà vedere se queste misure verranno accettate dai governatori. Ad insistere per la linea dura è stato soprattutto il ministro per la Salute Speranza. L'esponente di Leu avrebbe fatto notare che l'indice RT già "questa settimana è risalto da 0,82 a 0,86". Un segnale non certo confortante a pochi giorni dal Natale.

Intanto va registrato l'appello di un gruppo di medici tra i quali Susanna Esposito, ordinaria di Pediatria all'università di Parma e consulente dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), e Stefano Zona, specialista in Malattie infettive dell'Ausl di Modena, che chiedono di "imporre misure restrittive sull'intero territorio italiano durante tutto il periodo delle festività natalizie". Secondo i camici bianchi, occorre un "lockdown nazionale" che dovrà essere seguito da "lockdown intermittenti fino all'estate". E La richiesta più urgente è quella di "misure chiare e rigide nel periodo natalizio", volte a "garantire una riduzione del numero di contagi e la riapertura delle scuole a gennaio". I camici bianchi - promotori, tra gli altri, di un primo appello inviato lo scorso 2 novembre al Governo e ai membri del Comitato tecnico scientifico per l'emergenza coronavirus, in cui proponevano lockdown intermittenti fino a primavera - esprimono preoccupazione di fronte alle "incertezze dell'Esecutivo" nella gestione della pandemia: "Il numero dei contagi e dei decessi giornalieri è ancora drammaticamente elevato e in alcuni regioni, come nel caso del Veneto, fortemente in crescita - osserva Zona - Non possiamo attendere gli effetti della campagna di vaccinazione di massa, dobbiamo agire ora per arrestare il contagio. I messaggi contraddittori del Governo avranno conseguenze drammatiche", avverte. "Dobbiamo arrivare a un lockdown nazionale nel periodo natalizio, come scelto da vari Paesi europei, per poter alleggerire la pressione sugli ospedali e garantire la riapertura delle scuole in gennaio".

Edit: Il governo ha confermato la possibilità, nel periodo delle feste, di spostarsi per far visita ai parenti più stretti. La deroga però riguarda solo due persone. Inoltre, viene confermato che sono esclusi dal conteggio gli under 14. Questo comporterà anche una piccola concessione sulla possibilità di vedere i nonni. Lo riferisce l'Adnkronos.

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