Domenica, 25 Luglio 2021
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Comitato referendario abrogativo legge sanità Fvg: «Decisioni "viziate" da appartenenza politica»

Lo rileva in una nota il Comitato Referendario Abrogativo Legge Sanità FVG

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Dopo le indiscrezioni che per giorni hanno costellato la stampa regionale, alla fine il verdetto negativo pare arrivato: i Comitati (che sono tuttora in attesa di comunicazione ufficiale e di esplicitazione delle motivazioni) apprendono da due scarne righe sul sito del Consiglio Regionale che l’Ufficio di Presidenza non ha trovato un accordo unanime e la scottante richiesta di espressione della volontà popolare è stata girata al Consiglio. In altre parole una parte dell’Ufficio di Presidenza ha giudicato il quesito ammissibile, in accordo con la memoria depositata dai Comitati che si basa su una pronuncia della Corte Costituzionale; l’altra parte ha dato credito all’Ufficio legislativo della Regione ed ha ritenuto il quesito inammissibile.

Inevitabile una valutazione politica dell’accaduto e delle regole di funzionamento dell’Ufficio di Presidenza che, da regolamento, ripropone gli stessi rapporti di forza del Consiglio Regionale ma, per di più, può esprimere pareri positivi solo ALL’UNANIMITA’, criterio antidemocratico che si pensava archiviato con l’era Breznev…

È evidente che il giudizio non si è limitato all’ammissibilità tecnica ma ha prevalso la natura politica dell’organo giudicante, portandolo ad esprimere un verdetto viziato dal peccato originale dell’appartenenza partitica.

Anche la discussione in Consiglio Regionale, che sarà la prossima fase, riproporrà il medesimo schema se i Consiglieri riterranno di seguire gli ordini delle segreterie di partito piuttosto che la richiesta di parola avanzata dai 2559 cittadini che li hanno eletti.

Con il rinvio all’aula i cittadini vedono frustrata la loro domanda di democrazia diretta, sostituita da un rimpallo che preferisce risolvere la questione tra politici. Così facendo si impedisce al corpo elettorale di esprimersi, violando il primo e più importante dei principi costituzionali (la sovranità appartiene al popolo) e contemporaneamente si dimostra tutta la debolezza delle istituzioni che hanno paura del confronto democratico: se veramente la maggioranza regionale ritiene che la L.R. 17/2014 sia la migliore delle riforme possibili non abbia paura di interpellare la gente e si sottoponga al confronto, serio e responsabile, che i Comitati chiedono attraverso il più democratico degli strumenti, quello referendario.

Le forti criticità della legge 17/2014, evidenziate sia dagli utenti che dagli operatori, meritano di essere considerate con la giusta attenzione perché mostrano che questa riforma sanitaria non assicura equità per tutti i cittadini della regione, continua a sottrarre servizi e a chiudere reparti, arrivando addirittura a compromettere il livello del servizio sanitario regionale.

Ci appelliamo quindi all’onestà intellettuale dei Consiglieri Regionali e chiediamo che votino in modo da accordare la parola ai cittadini, secondo quanto previsto dall’art. 75 della Costituzione. Chiediamo loro di non usare alibi per evitare il confronto, di non trincerarsi dietro insostenibili sofismi giuridici; ma soprattutto chiediamo loro di adempiere con disciplina ed onore al compito per cui sono stati eletti, sottoponendo la legge al giudizio dei cittadini anche se ciò dovesse contrastare con la linea del loro partito.

  Comitato Referendario Abrogativo Legge Sanità FVG

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