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"Pochi posti di lavoro e svalutati 48 ettari": Podemo dichiara guerra al laminatoio di Noghere

Con già tre laminatoi in funzione in quest'area, qualsiasi pretesa di strategicità dell'impianto viene a mancare. D'ora in poi starà ai cittadini evitare di essere scavalcati nelle decisioni a riguardo

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

La proposta di laminatoio alle Noghere non rappresenta solamente una svalutazione di oltre 48 ettari di terreno di fronte a pochissimi posti di lavoro, ma è posta in un'area geografica in cui vi sono già tre impianti simili in funzione. Questo esclude quindi una valenza strategica per il progetto e lo pone in un'ottica strettamente politica. Oltre al vicinissimo laminatoio di Arvedi (con cui idealmente Danieli stessa potrebbe collaborare) presso l’ex-ferriera, è infatti appena stato inaugurato un altro grande laminatoio altamente automatizzato targato Danieli, di fronte a soli 158 posti di lavoro, a Cargnacco (UD).

Oltre a questi, è presente qui vicino anche un terzo impianto, a San Giorgio di Nogaro. Di fronte a quest’inflazione di laminatoi non sarà possibile quindi in alcun modo sostenere la “strategicità” del proposto impianto muggesano – i cui dettagli sono peraltro ancora sottoposti a clausola di riservatezza – che pare invece basarsi esclusivamente su scelte politiche.

Approfondendo proprio l’aspetto politico, seguendo le dichiarazioni degli interessati vi è la seria possibilità che la necessaria variazione al piano regolatore sia “discussa” e velocemente approvata dal consiglio muggesano durante l’estate. Vogliamo essere chiarissimi a riguardo: una decisione in grado di influenzare per decenni e decenni la realtà muggesana non può e non dovrà essere approvata in fretta durante un periodo pre-elettorale. Podemo propone una soluzione chiara e redditizia per tutta l’area. 

Prima di tutto la Free Zone triestina vi va allargata, in seguito la zona va parcellizzata e, tramite un bando internazionale, va data in concessione. Al costo della concessione può inoltre essere aggiunto, spalmandolo negli anni, anche quello della bonifica. In questo modo si possono raggiungere la diversità di insediamenti, la capacità di generare posti di lavoro e la competitività economica che a Muggia verrebbero negate per decenni, se il progetto del laminatoio non ottenesse una brusca frenata. Che i muggesani possono dare con uno dei pochi mezzi democratici a nostra disposizione: le schede elettorali in autunno. 

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