Domenica, 19 Settembre 2021
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Fratelli d'Italia FVG: «Debora e l'inutile riforma del PD sulle provincie»

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Attraverso un comunicato stampa Fratelli d'Italia FVG sulla riforma delle province: «Seppur negli ultimi anni si è discusso riguardo la necessità di apportare modifiche all'assetto istituzionale territoriale per ricercare una maggiore efficienza nel governo locale e contenere la spesa pubblica, ormai i tempi son stretti per la Seracchiani su come gestire la grana dell'eliminazione delle Provincie.

Al centro dell'agenda politica su questo tema ora c'è la scadenza del 1° agosto 2015, data in cui le UTI (Unioni Territoriali Intercomunali) dovranno essere costituite e dove entro 30 giorni dalla pubblicazione del Piano, i Comuni potranno chiedere l'inclusione in una UTI confinante o decidere di non aderire ad alcuna, gli unici a non esser obbligati sono i 4 capoluoghi.
Ma seppur per i Comuni con popolazione tra i 5.000 e i 30.000 non è affatto facoltativa, di fatto, la Regione minaccia delle sanzioni finanziarie (taglio di risorse) per chi non aderirà, inoltre se dopo il primo triennio le UTI non otterranno significativi risparmi di spesa, la Regione potrà applicare misure di penalizzazione finanziaria.

Il paradosso è che in Regione abbiamo enti con funzioni riconducibili a quelle provinciali, potenziando le Provincie invece di cancellarle si sarebbe potuto far a meno di parte di questi enti con i relativi costi. Eccoli qua:
47 Enti parco e aree protette
5 Agenzia Territoriale per l'Edilizia residenziale
5 ATO Acque
4 Bacini imbriferi montani
4 Comunità montane
1 Ente zona industriale di Trieste
1 Ardiss (Agenzia regionale per il diritto agli studi superiori)
1 ERSA (Agenzia regionale per lo sviluppo rurale)
1 ARPA (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente)
1 Agenzia per il turismo FVG
1 Ente tutela pesca

Le Province diventando Enti territoriali di area vasta e quindi Enti elettivi di secondo livello, sono organi delle province esclusivamente: il Presidente della Provincia (durata quattro anni), il Consiglio provinciale (16 rappresentanti oltre i 700mila abitanti, 12 tra 300mila e 700mila, 10 per le aree con densità inferiore: resteranno, tutti, in carica per un biennio), l'Assemblea dei sindaci (costituita dai sindaci dei comuni appartenenti alla provincia); in questo modo il sistema d'elezione di secondo grado dell'Assemblea delle UTI rischia di penalizzare i Comuni più piccoli. Infatti, i Comuni fino a 3.000 abitanti, che sono il 63% del totale regionale, rischiano di esprimere solo il 40% dei voti (al netto dei capoluoghi, in quanto non tenuti ad aderire alle UTI).

Nessun taglio della spesa pubblica derivante dal riordino di gestione, ne tanto meno dei costi dei politici, ma solo un'adozione peggiorativa dell'attuale sistema amministrativo locale di un territorio ricco di così tante specificità da non esser state prese in esame da una sinistra che in previsione delle prossime elezioni, preferisce far pur qualcosa e male, piuttosto di elaborare piani attuativi che migliori il territorio invece d'impoverirlo».

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