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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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"Divorzio quanto mi costi?"

Divorziare costa troppo e c’è chi rinuncia. KRUK, l’esperto dei debiti chiede il parere dell’avvocato divorzista sulla nuova riforma e suggerisce buone pratiche per ridistribuire il paniere familiare quando i coniugi si separano

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

KRUK Italia, esperto nella gestione dei debiti, che da oltre 25 anni lavora su tutta la filiera del credito ritiene che il divorzio sia tra le prime condizioni che possono scatenare una situazione debitoria. Le separazioni, oltre ad essere emotivamente logoranti sono spesso economicamente disastrose per i cittadini. Tanto che ci sono famiglie che rimandano l’atto finale per evitare di affrontare le spese legali. Dal 1° marzo però è entrata in vigore la nuova riforma Cartabia per le separazioni e i divorzi con l’obiettivo di rendere queste due procedure più veloci e semplici. Secondo i dati ISTAT nel 2021 le separazioni sono state complessivamente 97.913 (+22,5 per cento rispetto all’anno precedente), tornando esattamente ai livelli pre-pandemici. Ma diminuiscono i divorzi, dopo gli anni della semplificazione delle normative nel 2015 e nel 2016, dove si è registrato un picco del 78,2 per cento la proporzione di divorzi consensuali è diminuita al 70,9 per cento, per tornare in prossimità del valore di inizio decennio (72,4 per cento nel 2010).

Divorziare costa

Il calo significativo è dovuto al fatto che divorziare costa e tante famiglie non se lo possono permettere. Messe alla prova dalla crisi economica, le coppie si separano più facilmente ma non concludono l’iter con il divorzio per via dei costi ingenti da sostenere, soprattutto in caso di addio non consensuale. E rimangono legate, pur se non più conviventi, a causa dell’inflazione. Le separazioni e i divorzi giudiziali, cioè quelli ‘litigiosi’, possono arrivare a costare fino a oltre 8-10 mila euro* E così sono diverse le coppie, in una congettura economica come quella attuale, che rimandano la chiusura di un matrimonio già estinto. La nuova riforma Cartabia, prevede tempi più stringenti e ottimizzazioni che consentono di semplificare le procedure e magari risparmiare sulle spese legali. “A mio parere, soprattutto per le separazioni giudiziali, potrà esserci un risparmio, sia economico, che di tempo. Questo perché la Riforma ha previsto un “rito unico” al posto del precedente “rito doppio”, che consisteva in una fase davanti al Presidente del Tribunale e una fase successiva davanti al Giudice Istruttore", spiega l’avv. Alessandra Cesano, avvocato divorzista.

La tempesta perfetta

Al di là della nuova riforma, per le separazioni e i divorzi consensuali si può agire anche direttamente in comune con tempi e costi molto più ridotti, nel 2021 sono 13.551 le separazioni e 17.469 i divorzi effettuati autonomamente in comune. Le separazioni consensuali e i divorzi congiunti davanti all'ufficiale dello stato civile non sono possibili però se ci sono figli minori, figli maggiorenni non economicamente indipendenti o portatori di handicap. “Le separazioni e i divorzi, unite alla crisi economica sono rappresentativi della tempesta perfetta che si abbatte su una coppia anche dal punto di vista economico. La componente emotiva, inoltre non consente di analizzare l’aspetto finanziario con lucidità”, dichiara Simona Scarpa di KRUK Italia, che prosegue – “È fondamentale in questa situazione di contingenza pianificare l’aspetto finanziario per non trovarsi in una situazione di debito, oggi il divorzio è tra le prime cinque cause di indebitamento di un privato”.

Gli errori da non fare

Non fare una pianificazione finanziaria – è fondamentale che entrambi gli ex coniugi facciano le loro valutazioni finanziarie monitorando le loro effettive entrate e future uscite. Non bisogna disperare perché nelle esperienze pregresse si sono comunque affrontate parte delle pianificazioni che si andranno a fare: prevedere i costi per i beni essenziali, i beni superflui e i risparmi che, se la situazione lo permetterà, è sempre meglio non intaccare. Mantenere lo stesso tenore di vita – è necessario entrare nella mentalità che non si potrà avere lo stesso tenore di vita precedente alla separazione con due case e relative spese per l’affitto/mutuo e utenze da pagare. Spesso si deve acquistare una seconda auto, soprattutto se si hanno figli da accompagnare, fino ad arrivare alla spesa alimentare che aumenta. Si consiglia quindi di limitare le spese superflue, come palestra e ristoranti. Fare regali costosi – spesso le coppie con figli tendono a spendere più del necessario per beni di consumo particolarmente cari che donano ai loro figli quando si separano come: auto e vacanze. È un errore ricorrente, comprensibile da un punto di vista umano, ma le separazioni sono un momento in cui è ancor più importante prestare attenzione. Oggi le famiglie hanno un potere di acquisto molto più ridimensionato rispetto al 2019 ed è pertanto ancora più importante rispettare poche e semplici pratiche di buon senso soprattutto in una situazione così delicata come può essere quella del divorzio.

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