Genova sposta i miliardi del salone nautico ad ottobre, la Barcolana sul piede di guerra

Confindustria Nautica ha deciso di rinviare il tradizionale appuntamento dal 1 al 6 ottobre con la possibilità di estenderlo fino all'11, scelta che ha mandato su tutte le furie il presidente della Svbg Mitja Gialuz

Il coronavirus ha contagiato le buone relazioni tra il Salone Nautico di Genova e la Barcolana. A causa dell'emergenza che sta coinvolgendo tutta la penisola, Confindustria Nautica e il Consiglio di Amministrazione dei Saloni Nautici hanno deciso di spostare le date della tradizionale kermesse dal 1 al 6 ottobre, con un'eventuale estensione fino all'11 dello stesso mese. Una scelta che ha mandato su tutte le furie il presidente della Società Velica di Barcola e Grignano Mitja Gialuz che, in una anacronistica e imprecisa riproposizione delle guerre tra repubbliche marinare, ha "tuonato" contro la decisione del mondo nautico. 

Invece di collaborare si crea competizione

"Una scelta che riporta indietro la storia della vela italiana - ha sottolineato Gialuz - e rende vana la forma di indiretta ma proficua collaborazione che si era creata tra Adriatico e Tirreno nel tenere distanti i due eventi di almeno due settimane per permettere a entrambi di avere il miglior risultato economico e di immagine". Un gioco sporco quindi da parte ligure? "Mi si dice che tale scelta derivi dalla volontà di anticipare le mosse del competitor (Cannes ndr) che potrebbe, a propria volta, scegliere di spostare le date nel corso del mese di settembre. Confindustria Nautica cosa fa, crea una competizione tra i due principali eventi del mercato nautico italiano?". 

I competitors: Cannes e Salone di Genova

Sul sito del Salone di Cannes le date indicate, al momento, sono quelle dal 8 al 13 settembre, quindi nessuna comunicazione ufficiale. Secondo il sito ufficiale del Salone Nautico di Genova è stato il Consiglio di Presidenza a prendere la decisione di spostare le date "dal mese di settembre al periodo che va dal 1 al 6 ottobre". "La Barcolana è fissata per il giorno 11 dello stesso mese e contrariamente a quanto affermato volutamente non vi è alcuna sovrapposizione" ha dichiarato il presidente di Confindustria Nautica Saverio Cecchi a Press Mare per ribattere alle affermazioni di Gialuz.  

La posta in gioco

L'eventuale estensione fino a domenica 11 ottobre è giustificata dai flussi al salone anche se risulta essere molto più probabile che siano stati gli altissimi interessi in gioco a far considerare a CN la possibilità di estendere la kermesse. L'8 aprile Cecchi aveva partecipato ad una riunione in videoconferenza con il sottosegretario alla presidenza, Mario Turco e, come riportato da Il Sole 24 Ore, si era detto soddisfatto e speranzoso per le risposte del governo. "Confidiamo che le nostre proposte possano trovare accoglimento" aveva dichiarato alla fine.  

Tutti sanno però che se il blocco dovesse persistere, l'intero settore della nautica (che conta l'86 per cento di export ndr) rischierebbe di crollare sotto i colpi di grazia di un virus che lo sta già mettendo a dura prova dall'inizio dell'emergenza. Un ciclo di cassa importante, la stagionalità non rinviabile e soprattutto i crediti Iva rappresentano infatti le maggiori preoccupazioni avanzate da CN al rappresentante dell'esecutivo giallo-rosso.

Quali interessi in Confindustria Nautica? 

Nel Consiglio di Presidenza di CN siedono, oltre a Cecchi, anche gli yacht di lusso della Sanlorenzo spa, creatura da oltre 450 milioni di fatturato e proprietà dell'imprenditore Massimo Perotti, uno che prima della crisi legata al CoViD-19 avrebbe dovuto, secondo la stampa di settore, puntare al mercato statunitense (che rappresenta il primo paese di esportazione della nautica italiana) e a quello asiatico. 

Un giro di qualche miliardo di euro

Inoltre si trova anche il nome di Carla Demaria, associata a Bluegame srl, vale a dire un marchio di proprietà della stessa Sanlorenzo. Poi c'è Maurizio Balducci della Overmarine che produce gli yacht Mangusta e che è concittadino del presidente Savero Cecchi, ed infine, Barbara Amerio che risulta titolare degli yacht Amer (molti di essi vengono venduti solo dopo una trattativa riservata) e da poco tempo divenuta presidente di Confindustria Imperia. Insomma, un "giro" che se preso complessivamente vale oltre quattro miliardi di euro. 

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Il rammarico della Svbg 

Gialuz (ironia della sorte dal mese di novembre dell'anno scorso è professore ordinario proprio all'Università di Genova) si è detto "rammaricato" per la scelta di Confidustria Nautica che dall'emergenza "non ha colto alcun insegnamento e non ha capito che solo lavorando tutti assieme si può, e si deve, aiutare l’Italia a rialzarsi". La Svbg è corsa subito ai ripari facendo pressione su "tutte le istituzoni competenti" con l'obiettivo di trovare una formula affinché la disastrose conseguenze che la pandemia sta producendo su un settore in difficoltà possano essere trasformate in "opportunità di ripresa economica". In palio ci sono i miliardi della nautica in vetrina a Genova contro la regata velica più affollata al mondo.  

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