Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Economia

Cassa integrazione, a giugno 1,8 mln. In calo nel primo semestre del 2015

Cassa integrazione in Fvg: -30,8% nel primo semestre. Calano anche (-1,4%) le domande di disoccupazione. A giugno le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate in FVG sono state 1,8 milioni,dato che aggiorna il totale a 10,4 milioni

Calo della cassa integrazione nel primo semestre del 2015, lo rileva un’elaborazione dell’Ires Fvg su dati Inps. Rispetto al gennaio-giugno 2014 il numero di ore di cassa integrazione è così diminuito del 30,8%, in linea con la riduzione rilevata anche a livello nazionale (-30,3%). Tra le quattro province Fvg il calo maggiore si registra in quella di Gorizia (-44,6% rispetto al primo semestre 2014). La tendenza osservata a livello regionale dipende soprattutto dalla flessione del ricorso agli interventi straordinari (-29,1%) e alla cassa integrazione in deroga (-68,8%) che è stata praticamente azzerata nei primi mesi dell’anno a causa della carenza dei relativi stanziamenti. La cassa integrazione in deroga ha segnato una ripresa solo a giugno, quando sono state autorizzate più di mezzo milione di ore in Fvg. Nella prima parte dell’anno sono infine diminuite, seppure in misura minore, anche le ore di cassa integrazione ordinaria (-12,8%).

Il carattere strutturale della crisi, spiega il ricercatore dell’Ires Alessandro Russo, è comunque testimoniato dalla tipologia prevalente degli interventi attivati, in quanto il 72% delle ore autorizzate (quasi 7,5 milioni) riguarda la cassa integrazione straordinaria. Seppure in netto calo rispetto ai livelli record dello scorso anno, nella prima parte del 2015 il numero di ore di Cigs rimane ancora elevato e in linea con i valori registrati nel biennio 2012-2013.

Il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, inoltre, nella maggior parte dei casi ha riguardato i contratti di solidarietà. Su 93 aziende regionali che hanno richiesto la cassa integrazione straordinaria nei primi tre mesi del 2015, infatti, ben 59 (il 63% del totale) hanno indicato come causale i contratti di solidarietà (in gran parte nella provincia di Udine). Si tratta di accordi, stipulati tra l'impresa e le rappresentanze sindacali, aventi ad oggetto la diminuzione dell’orario di lavoro al fine di evitare la riduzione del personale in caso di crisi, distribuendo gli effetti negativi tra tutto l’organico. Uno strumento che sempre più spesso, ormai, rimane l'ultimo ammortizzatore sociale a cui poter fare ricorso prima di ridurre i posti di lavoro. Risultano invece sempre marginali le domande relative agli interventi di rilancio dell’attività produttiva, come le ristrutturazioni e le riorganizzazioni aziendali.

Per quanto riguarda infine i dati resi noti dall’Inps sulle indennità di disoccupazione, nei primi 5 mesi dell’anno si evidenzia una diminuzione sia delle domande di Aspi (Assicurazione sociale per l'impiego, che dal 2013 ha sostituito l’indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti normali, -7%) sia soprattutto di mini Aspi (che ha sostituito l’indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti ridotti, -12,9%).

Da maggio 2015 è infine entrata in vigore la "Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego" (Naspi), che sostituisce le indennità di disoccupazione Aspi e mini Aspi. Pertanto le domande che si riferiscono a rapporti di lavoro con data di cessazione fino al 30 aprile 2015 continuano ad essere classificate come Aspi o mini Aspi, mentre le domande che si riferiscono a rapporti di lavoro cessati a partire dal primo maggio 2015 sono classificate come Naspi (a maggio in Fvg sono state presentate 875 domande di Naspi). Sommando tutte le tipologie citate, le domande di disoccupazione presentate, 12.198 da gennaio a maggio, sono diminuite dell’1,4% rispetto al 2014.

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