Venerdì, 18 Giugno 2021
Economia

Al via ad autunno il nuovo censimento della popolazione: aperti i bandi per rilevatori e operatori

Le domande dovranno pervenire all'Ufficio Protocollo del Comune di Trieste entro le ore 12 di lunedì 2 luglio

Prenderà il via nel prossimo autunno, e indicativamente nel periodo fra il 1º ottobre e il 31 dicembre, il nuovo “Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni”, che, adottando appunto un modello organizzativo e delle metodologie notevolmente innovative rispetto al passato, svilupperà poi le sue operazioni censuarie anche negli anni successivi, durante un arco quadriennale, fino al 2021.
In vista di questa prossima grande “manovra” statistica sul territorio, il Comune di Trieste ha pubblicato in questi giorni due specifici avvisi finalizzati al reclutamento e alla contestuale costituzione di un “albo” di “coordinatori/operatori di back-office” e di uno di “rilevatori censuari”, dai quali successivamente attingere, nel momento dell'avvio delle operazioni, i soggetti cui affidare le stesse. Da rilevare che detti Albi avranno una validità di 4 anni, potendo peraltro venir aggiornati con cadenza annuale, proprio per garantire il regolare prosieguo dell'azione censuaria che – come detto – si estrinsecherà fino al 2021.
I due bandi prevedono il reclutamento, rispettivamente, di 7 “coordinatori/operatori di back-office” e di 107 “rilevatori censuari”, personale che, una volta selezionato, riceverà un'adeguata formazione a cura dell'Istat(Istituto Nazionale di Statistica).

Le domande, indirizzate al Comune di Trieste, Ufficio Protocollo, via Punta del Forno 2, 34121 Trieste, dovranno pervenire al medesimo Ufficio Protocollo entro le ore 12 di lunedì 2 luglio, secondo le modalità indicate nel bando.
I moduli per la compilazione delle domande, oltre che scaricabili dal sito del Comune (reperibili, assieme ai due “avvisi pubblici” e ai bandi, su www.retecivica.trieste.it cliccando nella prima pagina del sito la voce “Il Comune per te” e quindi Bandi e Concorsi – concorsi, oppure accedendo direttamente dall'indirizzo https://bandieconcorsi.comune.trieste.it/p/index/tipo/Concorsi/, individuando quindi i due bandi aventi scadenza 02/07/2018), sono anche in distribuzione cartacea all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), in via della Procureria 2A (dietro i volti del Municipio, da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12.30, lunedì e mercoledì anche dalle 14.30 alle 17; tel. 040-675.4850, fax 040-675.6060, posta: urp@comune.trieste.it).
Informazioni in merito possono venir richieste anche al Servizio Statistica del Comune di Trieste (Passo Costanzi 2, tel. 040-675.8642, posta: infomazioni.censimento@comune.trieste.it).

Sia gli obiettivi e le caratteristiche del prossimo censimento che la determinazione di impiegare allo scopo nuovo personale, esterno all'Amministrazione Comunale, discendono da un'apposita recente Delibera (la n. 277 dell'11 giugno scorso, anch'essa pubblicata sulla Retecivica) portata all'approvazione della Giunta Municipale dal competente Assessore alle Risorse umane e Servizi al cittadino Michele Lobianco.
Ed è stato appunto lo stesso Assessore Lobianco a spiegarne i contenuti in una conferenza stampa nella quale era affiancato dal Direttore dei Servizi Demografici del Comune Alberto Mian e dal dott. Roberto Costa della Sede territoriale Fvg dell'Istat.

Molti e interessanti i dettagli di questa illustrazione che fanno comprendere – come hanno sottolineato Lobianco, Costa e Mian – tutta la complessità ma anche la indispensabile flessibilità di un'“operazione” comunque molto ampia, articolata e rivolta a tutto il territorio nazionale com'è il censimento, “strumento” al servizio dello Stato e della comunità tutta, il quale, per risultare utile, deve essere anche necessariamente capace di interpretare il cambiamento dei tempi e l'evoluzione della società, dei suoi costumi e abitudini e della sua composizione.
In sintesi, ricordando come in Italia si siano susseguiti, fra il 1861 e il 2011, 15 censimenti universali e tradizionali della popolazione e delle abitazioni, finora sempre a cadenza decennale, è stato quindi sottolineato come ora, invece, a fronte appunto dei sempre più rapidi cambiamenti e modificazioni sociali, si sia evidenziata la necessità di svolgere le rilevazioni più frequentemente, ma anche con cadenze e campionature diverse.

L'Istat ha stabilito di conseguenza di avviare da quest'anno, per la prima volta, le rilevazioni con cadenza annuale e non più decennale, trasformando pertanto quello che era uno strumento calibrato sul lungo periodo, e quindi piuttosto fisso e “statico”, in uno, appunto, più snello e in costante evoluzione, di fatto con un'azione continua di raccolta e messa a punto dei dati, da cui la nuova definizione di ”censimento permanente”.
«Era questa una modifica più che mai giusta e opportuna da compiere – ha osservato in merito Lobianco – stante l'estrema importanza di poter disporre di dati che siano uno specchio “vivo” della nostra società e non un'immagine, com'era finora, di una realtà che dopo pochi anni dalla raccolta dei dati - e in ogni caso sempre trascorrevano circa due anni per poi poterli elaborare - risultava a quel punto ormai del tutto superata dalle sempre più rapide trasformazioni in atto».

«Abbiamo invece tutti, dallo Stato centrale agli organi periferici e agli Enti territoriali, necessità – ha ancora ribadito Lobianco - di avere a portata di mano elementi i più “freschi” e reali possibili, veramente rappresentativi del quadro sociale attuale. E ciò in quanto il Censimento costituisce davvero un “corpus” prezioso per chi cura la pubblica amministrazione, ricco com'è di fondamentali informazioni statistiche sulle caratteristiche della popolazione e delle abitazioni, per tutto il Paese e fino al livello locale; stabilisce la popolazione legale di ciascun Comune (e a partire dal 2021 la “popolazione legale” dello Stato sarà determinata con Decreto del Presidente della Repubblica, con cadenza quinquennale, proprio sulla base dei risultati del Censimento permanente), fornisce notizie importanti sulla tipologia familiare, sui livelli di scolarizzazione, sulle situazioni lavorative, sugli spostamenti della popolazione e un insieme di dati utili alla revisione anagrafica dei Comuni».

«Si tratta insomma di una messe di informazioni che sono necessarie ai decisori pubblici (Stato, Regione, Provincia, Comune) ma anche alle imprese, alle associazioni di categoria, a enti e organismi diversi, per utilizzarle per programmare in modo ragionato e pianificare attività e progetti, per erogare servizi ai cittadini italiani e agli stranieri che vivono in Italia, per monitorare politiche e interventi sul territorio».
«Anche per tutto ciò – ha ricordato ancora l'Assessore - tutta una serie di norme italiane ed europee disciplinano il “censimento permanente” e ne sottolineano l'obbligatorietà (vedi nota a fondo pagina su “Obiettivi generali del Censimento Permanente”)».

Va peraltro osservato che così modificando la “formula” organizzativa del tradizionale Censimento, nella nuova suddetta veste di ”censimento permanente”, si sono dovute però naturalmente modificare anche le cadenze delle operazioni, non essendo oggettivamente possibile condurre ogni anno delle rilevazioni generali sull'intero territorio, optando di conseguenza per dei sistemi di campionatura; cioè, in realtà – come ha spiegato nel dettaglio il dottor Costa dell'Istat–, per un sistema di doppia campionatura, dove il dato complessivo finale sarà il frutto dell'intreccio “ponderato” di una rilevazione mista che andrà a raccogliere i dati in due modi: con una rilevazione cosiddetta “areale” cioè effettuata su campioni costituiti da singole aree di territorio (e quindi non più contemporaneamente sull'intero territorio com'era in passato), con i rilevatori che si recheranno a intervistare le famiglie dimoranti abitualmente in quella specifica area; e – il secondo metodo – con una rilevazione detta “da lista”, con la quale verrà invece intervistato un campione di famiglie scelto secondo vari criteri di tipo anagrafico, ma comunque diffuso sull'intero territorio comunale.

Per la prima volta inoltre il Censimento sarà basato sull'integrazione tra notizie provenienti da fonti amministrative e le rilevazioni campionarie svolte. Quindi con un ulteriore intreccio e più che mai utile confronto di dati che sarà, alla fine, in grado di restituire annualmente informazioni fortemente rappresentative dell’intera popolazione.
Queste operazioni, nel loro insieme, verranno in definitiva condotte in modo da non coinvolgere tutte assieme e contemporaneamente le famiglie italiane, ma ogni anno un campione di esse, corrispondente a circa un milione e 400 mila famiglie, residenti in 2.800 Comuni. Inoltre, solo una parte dei Comuni (circa 1.100) sarà interessata ogni anno dalle operazioni censuarie, mentre la restante sarà chiamata a partecipare una volta ogni 4 anni.

Ma alla fine, in questo modo, al termine del primo quadriennio attualmente “fissato”, cioè entro il 2021, tutti i Comuni avranno partecipato, almeno una volta, alle rilevazioni censuarie. E al termine verrà tratta anche un'ulteriore elaborazione di dati complessiva, basata sulla “somma”, ragionata e interpretata, di tutto quanto via via progressivamente raccolto nei quattro anni, e perciò rappresentativa dell'intero periodo. Per il futuro si pensa – è stato detto – di ritornare, esaurito questo primo quadriennio sperimentale, a un sistema decennale, ma sempre basato su questa nuova formula del "censimento permanente”, svolto “in divenire” e via via “integrato” e analizzato.

Rispetto alle due forme di raccolta dati sopra citate, per quanto concerne le rilevazioni che si effettueranno quest'anno nel nostro Comune (come detto a partire da ottobre) si prevede – è stato precisato – di svolgerne 943 con il metodo della “rilevazione areale” (su tutte le famiglie residenti all'interno di una stessa e delimitata parte del territorio) e 5.260 con la “rilevazione da lista” (su campioni di famiglie diffuse sull'intero territorio comunale). Nell'insieme saranno così “intervistate” oltre 6.000 nuclei familiari di Trieste. Tutti i dati raccolti, con entrambe le modalità, confluiranno poi nell'Ufficio Centrale di Censimento (UCC) costituito nell'ambito del Comune.
La maggior parte della spesa dell'”operazione” sarà a carico dell'Istat che contribuirà con un importo di circa 108 mila Euro.

Al termine, l'Assessore Lobianco ha osservato come «un dato non secondario di questa iniziativa, anche al di là della sua utilità per l'Amministrazione e per lo Stato e dell'obbligo di legge di doverla svolgere, sarà che questo nuovo Censimento fornirà anche un'interessante opportunità di lavoro remunerato e di formazione, particolarmente ai giovani e specialmente agli universitari diplomati in discipline statistiche o comunque in possesso di adeguate conoscenze informatiche» (per partecipare alla selezione per titoli è necessario saper usare i più diffusi strumenti informatici e avere una buona dimestichezza in materia).

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