Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

Da Trieste alla Cina con la "benedizione" di Patuanelli: il vino del Fvg studia lo sbarco in oriente

Lo studio è ancora in fase di sviluppo ma potrebbe rappresentare una ghiotta opportunità per il settore vitivinicolo regionale

Il vino del Friuli Venezia Giulia potrebbe partire in direzione dei mercati asiatici "attraversando" il regime di Punto Franco della piattaforma FREEeste, l'interporto di 240 mila metri quadrati "aperto" due anni fa nell'area di Bagnoli della Rosandra. Lo studio, ancora in fase di sviluppo, è stato presentato a Trieste dal ministro per la Politiche Agricole Stefano Patuanelli che nella giornata di ieri 7 giugno ha visitato la struttura assieme a numerosi attori isituzionali e commerciali impegnati da anni nel settore dell'agrifood. In particolare, lo studio riguarda il supporto alla logistica in esportazione del settore vinicolo grazie a quelli che sono stati definiti "innovativi sistemi di facilitazione commerciale e alle catene di distribuzione logistica di oltremare. 

Gli interessi in ballo

Molti gli interessi in ballo, confermati dalla presenza all'interno della struttura retroportuale del presidente e amministratore delegato di Interporto di Trieste Spa, società proprietaria dell’area, Paolo Privileggio, il direttore generale Oliviero Petz, il responsabile commerciale Fabio Predonzani e il responsabile Amministrativo Luca Chiapparino. In rappresentanza dell'Autorità Portuale ha presenziato il segretario generale Vittorio Torbianelli, mentre per Confetra FVG il presidente Stefano Visintin ed inoltre il presidente di Agrifood FVG e della Fondazione Agrifood e Bioeconomy FVG Claudio Filipuzzi, accompagnato da Adriano Kovacic, consigliere di amministrazione della Fondazione e presidente della ZKB (Credito Cooperativo di Trieste e Gorizia), e Simone Padoan advisor per le politiche di internazionalizzazione verso il FarEast. 

Le parole del ministro

Secondo Patuanelli il progetto "parte dal settore vitivinicolo ma potrà aprirsi anche ad altri mercati. I rapporti col FarEast sono fondamentali per il nostro paese, in particolare la distintività dei nostri prodotti ha bisogno di un’organizzazione di filiera logistica di distribuzione e di un rapporto tra produttore e consumatore che funzioni e che dia sviluppo alle nuove tecnologie. Questa iniziativa si può inserire a pieno nel grande progetto per la logistica integrata dell’Agrifood che abbiamo sviluppato nel PNRR; questo progetto per Trieste è certamente elegibile per le risorse del piano nazionale e nelle prossime settimane faremo gli approfondimenti del caso”. Il presidente dell’Autorità Portuale Zeno D’Agostino ha dichiarato “l’incontro con il Ministro Patuanelli è un segnale importante di attenzione verso il porto e le infrastrutture retroportuali. Si tratta di un primo passo con il quale intendiamo dare slancio e integrare le filiere produttive regionali con le attività che fanno capo al sistema logistico portuale di Trieste”.

Da FREEeste

Il presidente e amministratore delegato Privileggio conferma “il terminal di FREEeste sarà definitivamente ultimato all’inizio del 2022 non appena sarà collegato ferroviariamente con la stazione di Trieste Aquilinia e da lì a tutta la rete nazionale e internazionale, ma già ad agosto di quest’anno saranno conclusi i lavori di costruzione dei piazzali e l’ammodernamento dei magazzini. L’investimento sarà realmente completo solo all’arrivo di nuovi insediamenti industriali che massimizzeranno l’utilizzo del Punto Franco Internazionale di Trieste e i suoi vantaggi doganali. La visita di oggi testimonia la strategicità delle nostre facilities per lo sviluppo dei traffici”.

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