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Crac Coop, il liquidatore: "Gestione accumulava debiti, crepe già nel 2010"

L'avvocato Maurizio Consoli avrebbe spiegato che "nel 2010 si erano manifestate le prime crepe e che già nel 2011 si iniziava a parlare della necessità di un nuovo piano industriale"

"Il patrimonio c'era non è mai stato un problema, era la gestione corrente che non funzionava continuando ad accumulare debiti e il sistema a un certo punto è saltato": questo è quanto detto (riporta il Tgr regionale) dall'avvocato Maurizio Consoli, liquidatore fallimentare delle Coop operaie di Trieste dal 2014 nel corso dell' udienza penale al Tribunale di Trieste al processo sul crack. Nel procedimento sono imputati l'allora direttore generale Pierpaolo Della valle e due componenti del collegio sindacale, Rodolfo Pobega e Tiziana Seriau.

Consoli avrebbe spiegato che "nel 2010 si erano manifestate le prime crepe e che già nel 2011 si iniziava a parlare della necessità di un nuovo piano industriale". Nel 2011 fece ingresso in prova il manager Bonzani, che aveva immediatamente capito come il problema consistesse nel controllo della gestione. Aveva quindi individuato un percorso di risanamento anche se poi, ha riferito Consoli, il contratto non è stato rinnovato. Affrontato in sede di l'udienza anche il tema dei beni immobili, tra cui il magazzino e il centro direzionale di via Caboto, all'asta per 4 milioni di euro. Andata invece a buon fine la vendita di un immobile a Fiume (Croazia) e di altri in città, per un totale di 4 milioni. La prossima udienza è stata fissata per il 3 dicembre.

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