Accordo di programma per la Ferriera, c'è la firma

Tra ieri sera e questa mattina tutti gli attori in campo hanno siglato digitalmente il documento. I sindacati: "Monitoreremo, ora inizia la partita più difficile". Soddisfazione per Massimiliano Fedriga

L'Accordo di Programma per il futuro della Ferriera di Servola è realtà. Tra ieri pomeriggio e questa mattina tutti gli attori in campo hanno firmato, in maniera digitale, il documento che garantirebbe la "piena tutela dei livelli occupazionali" delle maestranze dello stabilimento siderurgico. L'accordo prevede che ad assorbire i lavoratori servolani siano Fincantieri e Icop-Plt, azienda che andrà ad "occupare" il nuovo terminal portuale triestino. In virtù della benedizione del ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e la condivisione di buona parte dei sindacati - Cgil esclusa - ora il futuro dello stabilimento sembra tutto da scrivere. 

Il muro contro muro dei sindacati

Le stesse sigle sindacali che avevano formato il fronte del sì al celebre referendum interno hanno affermato di voler monitorare i mesi a venire sul fronte dell'occupazione. Chiedendo il rispetto dell'accordo e sottolineando come adesso inizi la parte più complessa, Rodà e compagni si sono ritrovati muro contro muro alla Cgil che, attraverso una conferenza stampa convocata la scorsa settimana, ha ribadito l'assoluta contrarietà rispetto alla vicenda legata agli esuberi. "Qualsiasi accordo che parla di esuberi non è un accordo da firmare" aveva detto Marco Relli della Fiom. "Noi oggi l'accordo non ce l'abbiamo. Le uniche cose che registriamo sono gli annunci e i grandi proclami sull'assenza di un problema occupazionale". 

Prendendo atto delle dichiarazioni, Relli punta a "fare un nuovo accordo. Io faccio il sindacalista e non, con tutto il rispetto, il vigile. Come tale chiedo che vi sia una discussione sugli istituti salariali e contrattuali". 

Le parole dei sindacati

Lo scontro tra i "bianchi" (più Usb) e i "rossi" potrebbe scavare un solco tra sindacati e provocare, allo stesso tempo, una "frattura insanabile" anche su altre battaglie a favore dei diritti dei lavoratori. "Abbiamo finalmente trovato una sintesi su una vicenda abbastanza travagliata - commenta Antonio Rodà della Uil - ma il nostro compito continua da domani. Saremo ai tavoli di monitoraggio affinché venga gestita al meglio l'occupazione e per garantire che i contenuti dell'accordo si trasformino in certezze industriali". Al fronte del sì piace l'idea che l'Accordo possa "portare alla realizzazione di un'area capace di diventare un vero e proprio volano di sviluppo per la città". 

Gli esuberi

La questione esuberi è quella più complessa. La Icop-Plt avrebbe già fatto sapere di preferire lavoratori giovani, mentre le maestranze più in età dovrebbero essere riassorbite dall'area a freddo. "Auspichiamo che le istituzioni continuino a lavorare in direzione del mantenimento dei livelli di occupazione. Per noi non esistono lavoratori giovani o anziani, bensì solo lavoratori". Anche la Cgil su questo appare scettica: "Cosa vuol dire giovani? Cercano lavoratori di trenta, quaranta o cinquant'anni?". 

Soddisfazione di Fedriga

Chi gongola ed esprime soddisfazione è invece il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. "In due anni di mandato abbiamo condotto in porto un'operazione di vitale importanza per la città di Trieste e per l'intero sistema logistico regionale". Secondo l'esponente leghista l'intesa garantirà "prospettive di sviluppo che porteranno alla creazione di nuovi posti di lavoro". 

I firmatari

La velocità con cui la Regione porta a casa questo risultato (con il lavoro dietro le quinte dell'assessorato all'Ambiente ndr) è uno dei motivi di soddisfazione della giunta. "Nell'arco di appena un biennio siamo riusciti ad individuare una soluzione che ha trovato la massima condivisione di tutte le parti interessate". L'Accordo di programma sulla Ferriera porta la firma, oltre che della Regione, del Gruppo Arvedi, la già menzionata Icop-Plt, i ministeri dello Sviluppo Economico, dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, delle Infrastrutture e dei Trasporti, ed infine dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, l'Agenzia del demanio, l'Autorità di Sistema Portuale del mare Adriatico orientale e il Comune di Trieste.

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