Venerdì, 19 Luglio 2024
Economia

In Fvg quasi duecento nuove imprese artigiane: bene Trieste e Udine

Il presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti: "Segnali positivi, cresce la voglia di fare impresa e, soprattutto di mettersi in proprio. Dobbiamo comunque contrastare il calo demografico"

TRIESTE - Sono 167 le nuove imprese artigiane in Friuli Venezia Giulia, registrate nel secondo trimestre del 2023. Che sommate alle 31 del primo trimestre portano il conto totale a 198 unità. La crescita è in linea con quella registrata nello stesso periodo del biennio precedente, ma decisamente più sostenuta rispetto al pre Covid. L’andamento del dopo pandemia "mostra segnali di vitalità", afferma il presidente di Confartigianato Fvg Graziano Tilatti. "L’andamento sembra attestare una rinnovata volontà di mettersi in proprio e di costruire da sé una propria carriera professionale – sottolinea il presidente -. La crescita di una cultura d’impresa è senz’altro un aspetto interessante e da sostenere. Non possiamo però nasconderci che su questi processi incombe la questione demografica, per la quale occorre che ci sia un’attenzione costante da parte delle istituzioni". Conferma la lettura positiva il neo vicepresidente regionale vicario, Lino Calcina: "Sono segnali incoraggianti e auspichiamo che possano contaminare i giovani, affinché assicurino un futuro di intrapresa al Friuli Venezia Giulia".

I dati

Intanto, comunque, la voglia di impresa si fa strada: l’incremento nei secondi trimestri degli ultimi tre anni, con un incremento tra 167 e 179 unità all’anno, distanzia il picco del decennio precedente, quando nel secondo trimestre tra il 2010 e il 2011 si ebbe un saldo positivo di 142 realtà. L’aspetto ancor più interessante è che la media delle chiusure nel triennio 2021-2023 è decisamente inferiore (329,3) rispetto alla media del decennio 2010-2019, cioè 412,9. In virtù di questo andamento, saldo costantemente positivo tra chiusure e aperture, le aziende artigiane a metà 2023 hanno raggiunto quota 27 mila e 408 – fonte Infocamere/Movimprese – e rappresentano il 31,4 per cento di tutte le aziende regionali, ovvero quasi un terzo.

Le province

Non tutta la regione, però, è dinamica allo stesso modo. Nel secondo trimestre del 2023 ha reagito bene la provincia di Trieste, dove la crescita è stata del +1,03 per cento sullo stesso trimestre del 2022, confermando la vivacità che l’anno scorso le aveva fatto registra un +1,07 per cento. Raddoppia la performace Udine, passata dal +0,33 per cento al +0,66 per cento. A Udine, inoltre, quest’anno è ascrivibile quasi la metà del saldo netto positivo (48 per cento), mentre l’anno scorso l’incidenza si era fermata al 25 per cento. Perdono slancio sia la provincia di Pordenone (+0,39 per cento versus +0,94 per cento) e Gorizia (+0,54 per cento versus +0,83 per cento).

I settori

Sotto il profilo delle variazioni assolute, il saldo positivo più ampio tra iscrizioni e cancellazioni nel secondo trimestre si registra nel comparto delle costruzioni (+79 unità) in cui operano 2 imprese artigiane su 5 (39 per cento), seguito dai servizi alla persona (+45) mentre l’intero comparto manifatturiero ne conta 15. I segnali negativi continuano a venire dal settore dei trasporti (-6 unità) e delle riparazioni (-4) oltre che dai servizi immobiliari (-6). In termini percentuali, il settore che ha segnato il maggiore dinamismo è quello primario, che comprende le utilizzazioni boschive (silvicoltura) e i servizi all’agricoltura, con un +1,93% che rappresenta esattamente il triplo del tasso di sviluppo trimestrale complessivo (+0,61 per cento).

La manodopera

"La difficoltà a trovare personale e profili professionali adeguati comunque c’è ed è significativa – conferma Tilatti – e interessa circa un terzo delle imprese artigiane. Le restanti affrontano la situazione “attingendo” al lavoro di eventuali soci e collaboratori familiari", conclude. "C’è voglia di fare impresa, ma soprattutto di mettersi in proprio", considera il presidente come si evince anche dalla forma societaria che è stata scelta dalla maggioranza delle aziende che hanno alzato le saracinesche nel II trimestre del 2023: l’incidenza delle ditte individuali sul totale delle iscrizioni è pari all’89,2 per cento.

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