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Industria: rilancio Electrolux anche grazie a fondi regionali

Dal 2016 ad oggi l'azienda ha coperto il 22 per cento dei costi di ricerca dei propri prodotti grazie ai fondi ministeriali e regionali, che sono stati complessivamente pari a 3,9 e 1,1 milioni di euro

Conoscere da vicino l'attività svolta nel settore della ricerca e sviluppo e capire i passi in avanti compiuti dall'azienda negli ultimi quattro anni, grazie anche alle risorse regionali messe a disposizione per lo sviluppo di nuovi progetti e prodotti. È stato questo l'obiettivo della visita che la Regione ha compiuto quest'oggi al Global competence research and development center dell'Electrolux di Porcia situato all'interno dell'area produttiva pordenonese. Ad accogliere gli ospiti erano presenti l'amministratore delegato e Global industrial manufacturing, il responsabile del settore Ricerca e Sviluppo della multinazionale nonché il responsabile delle relazioni sindacali.

Nel corso della visita, la Regione ha evidenziato i grandi passi avanti compiuti dall'azienda, che solo quattro anni fa si trovava in una situazione di forte difficoltà e che ora invece sta investendo molto sull'innovazione di prodotto e processo, progettando soluzioni innovative che verranno immesse in futuro sul mercato. Un percorso di rilancio dell'attività, è stato sottolineato, reso possibile grazie anche ai fondi dei vari bandi che la Regione ha messo a disposizione delle aziende operanti in Friuli Venezia Giulia per lo sviluppo di progetti nell'ambito della ricerca e sviluppo, di cui anche lo stabilimento produttivo pordenonese ha potuto beneficiare. Grazie quindi anche all'impegno della Regione, è stato ricordato come si sia potuta invertire una rotta che ha portato ora a scrivere una nuova storia di successo, che fino a qualche anno fa non era per nulla scontata.

Infine si è posto anche l'accento sul fatto che Electrolux, pur essendo una multinazionale e un'azienda leader nei mercati internazionali, sia fortemente radicata in questo territorio. Illustrando l'attività svolta all'interno del Centro, è emerso come dal 2016 ad oggi l'azienda purliliese abbia coperto il 22 per cento dei costi di ricerca dei propri prodotti grazie ai fondi ministeriali e regionali, che sono stati complessivamente pari a 3,9 e 1,1 milioni di euro. Quindi sono stati visitati i diversi reparti, facendo tappa nell'area della progettazione meccanica e prototipazione delle lavatrici e lavasciuga, il laboratorio meccanico e della tecnologia chimica per poi concludere la visita nella zona dedicata all'elettronica e alla componentistica. Il Centro di ricerca e sviluppo, rimodernato e ampliato due anni fa, vede operare al suo interno circa 250 persone tra ingegneri e tecnici impegnati nello studio di nuove soluzioni di lavaggio. In questo settore si studiano e realizzano progetti che poi vengono messi in produzione in tredici stabilimenti presenti in varie zone del mondo. Nel solo 2016 a Porcia sono stati registrati 62 brevetti, ponendo così l'azienda al vertice in Italia in questo settore.

«La realizzazione di questo polo avanzato per l'industria premia il Friuli Venezia Giulia, è un motivo di orgoglio e ci sprona a puntare con sempre maggiore determinazione sulla ricerca, sullo sviluppo e sul trasferimento delle tecnologie» ha affermato la presidente della Regione Debora Serracchiani, commentando la decisione della multinazionale di realizzare a Porcia il Centro di ricerca e sviluppo su scala mondiale nell' ambito delle lavastoviglie.

Per la presidente, che oggi è stata in visita al Global competence research and development center dell'Electrolux di Porcia, «il futuro dell'industria è ormai indissolubilmente legato alla conoscenza e la nostra regione ha puntato con decisione su questa nuova fase dell'era industriale avanzata. Siamo fieri che sul nostro territorio si radichino realtà globali e anzi le favoriamo, non solo attraverso finanziamenti ma soprattutto creando un humus socio-economico e infrastrutturale attrattivo. Questo - ha sottolineato Serracchiani - è un esempio di come buone politiche aiutino la buona impresa e buon lavoro».

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