Sabato, 18 Settembre 2021
Economia

Inquinamento e rischio meteo: le norme cui fare attenzione a Trieste

Tra allarme polveri sottili e ordinanze invernali, gli automobilisti nella zona di Trieste devono prestare particolare attenzione alle norme per la circolazione. In particolare, fino ad aprile sarà in vigore l'obbligo di montare le specifiche gomme termiche, ovvero gli pneumatici M+S

Questa stagione invernale si è caratterizzata per l’assenza generale di precipitazioni in quasi tutta Italia, con gravi conseguenze dal punto di vista della salubrità dell’aria, visto il conseguenziale aumento del livello di polveri sottili nell’atmosfera. La provincia di Trieste non ha fatto eccezione, e il Comune capoluogo è stato dunque costretto a intervenire, l’ultima volta a fine gennaio, per limitare la circolazione delle auto, con un blocco totale al traffico che ha interessato il centro cittadino (poi sospeso e rimosso per l’arrivo della pioggia). Insomma, un altro piccolo grattacapo per gli automobilisti della zona, che devono già prestare la giusta attenzione alle norme che regolano la circolazione nei tratti ritenuti a rischio di precipitazioni nevose o formazione di ghiaccio.

Dal 15 novembre, infatti, è scattata la tradizionale allerta lungo le strade in gestione al Compartimento del Friuli Venezia Giulia dell’Anas, e in particolare sul raccordo Autostradale 13 “A4 Trieste” dal km 0,000 (svincolo di Sistiana) al km 21,411 (svincolo di Padriciano); Raccordo Autostradale 14 “A4 - Trieste - Dir. per Fernetti” dal km 0,000 (svincolo con R.A. 13) al km 1,496 (Valico di Fernetti); strada statale 202 ex GVT ‘Grande Viabilità Triestina’ dal km 8,000 (San Dorligo della Valle) al km 14,640 (Cattinara); NSA 314 (Cattinara-Padriciano) dal km 0,000 al 5,000; strada statale 202 ‘Triestina’ dal km 4,000 (Cattinara) al km 7,450 (Padriciano). Per transitare lungo queste strade, come ricordano i tecnici di Euroimport Pneumatici, è necessario mantenere a bordo appositi mezzi antisdrucciolevoli (ovvero, le catene da neve compatibili con le ruote della vettura), oppure montare un set di pneumatici M+S, più comunemente noti come coperture invernali. La sigla, che si trova impressa sulla spalla del copertone, deriva dalle iniziali in lingua inglese dei termini “Fango e Neve” (per l’appunto, Mud e Snow), e identifica le gomme che sono costruite rispettando alcuni particolari standard tecnici, risultando dunque adatte alla trazione anche in condizioni climatiche più rischiose. In caso di mancato rispetto dell’ordinanza, le sanzioni possono essere particolarmente salate, perché vanno da un minimo di 80 euro a un massimo di 318 euro. In realtà, bisogna fare un po’ di chiarezza su sigle e termini, perché negli ultimi anni lo sviluppo tecnologico ha corso molto più velocemente rispetto ai ritmi della burocrazia e della legislazione italiana: attualmente, infatti, anche a livello europeo si è attestato un ulteriore certificato per le gomme invernali, ovvero il 3PMSF, caratterizzato da un logo facilmente riconoscibile, che riporta impresso sulla ruota il disegno di una montagna con tre punte che racchiude un fiocco di neve (e infatti il nome deriva dall’acronimo inglese di 3 Peaks Mountain Snow Flake). Si tratta di un innovativo sistema di omologazione delle performance degli pneumatici, attribuibile ai prodotti che superano le rigorose prove imposte dal regolamento comunitario UN/ECE 117, a differenza invece della marcatura delle gomme M+S, che invece è una sorta di autocertificazione garantita dal produttore.

In attesa comunque dell’intervento del Ministero dei Trasporti, gli automobilisti italiani possono mettersi in regola scegliendo gli pneumatici M+S come quelli proposti dal portale specializzato Euroimport Pneumatici: la differenza rispetto ai tradizionali estivi è evidente, in particolare per quanto riguarda le prestazioni all’abbassarsi delle temperature; la mescola delle gomme normali, infatti, rischia di cristallizzare e perdere le caratteristiche di aderenza e trazione, mentre invece il mix di materiali con cui sono realizzati questi copertoni garantisce una maggior sicurezza nelle condizioni invernali. Merito anche del disegno specifico del battistrada, studiato per ridurre i pericoli derivanti dal fenomeno dell'aquaplaning e in grado di assicurare anche una sensibile riduzione dello spazio di frenata a basse temperature, che risulta pari al -10 per cento con meteo piovoso e al -20 per cento in presenza di neve, rispetto a quanto invece realizzato dalle gomme estive.
 

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