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Lavoro, Panariti: «Occupati al primo trimestre 2016 a +1,1 %»

L'impegno della Regione si accentra sulla formazione tendente mirata per chi è stato costretto a subire la crisi economica in atto, ma anche nell'istruzione tecnica superiore

È un mercato del lavoro, quello del primo trimestre 2016, che presenta segnali positivi - come oggi a Trieste è stato illustrato nel corso di un seminario promosso dalla Regione con la partecipazione dell'assessore al Lavoro Loredana Panariti - ad  iniziare dalla crescita occupazionale tendenziale di 5.200 unità, pari all'1,1 per cento degli occupati, sfiorando le 497 mila unità.

Un dato, come è emerso dalle relazioni presentate da Nicola Manfren, Adriano Coslovich e Marco Cantalupi, della direzione regionale del Lavoro, a cui si accompagna un pronunciato calo della disoccupazione, passata da 47 a 38 mila unità da marzo 2015 a marzo 2016. Migliorano di conseguenza il tasso di occupazione (salito al 64,3 per cento) e quello di disoccupazione, che dall'8,8 per cento (sempre marzo '15) scende esattamente un anno dopo al 7,1 per cento.

L'odierno incontro, "Il mercato del lavoro in FVG - principali tendenze del 2015", «pur nella 'lentezza' che continua a contraddistinguere l'attuale momento - ha quindi messo in luce l'assessore Panariti- una conferma che la ripresa si sta consolidando», dopo una "discesa senza remissione" che aveva connotato le annualità passate.

«Il 2015 ci aveva lasciato - ha proseguito - con un elemento particolarmente negativo, legato all'occupazione femminile, che invece sembrava meno colpita a inizio crisi: si è invece assistito ad un piccolo recupero ed il tasso di occupazione femminile è aumentato dal 54,8 al 56,6 per cento, grazie anche agli incentivi regionali ed alle politiche nazionali di settore».

Resta peraltro sul tappeto, è stato sempre ricordato dall'assessore, il tema dei voucher (nel 2015 oltre 50 mila lavoratori coinvolti), con un forte incremento in particolare nella fascia d'età 20-29 anni: l'attenzione della Regione sull'aumento dei voucher è alta, ha detto Panariti, nella convinzione che questo strumento «va ricondotto nell'alveo di quello che doveva essere il loro utilizzo, cioè l'emersione del lavoro nero: in questo momento però sembra sostituirsi al salario ed indubbiamente non rappresenta un elemento di positività, soprattutto quando viene a riguardare le persone più giovani».

L'impegno complessivo della Regione si accentra in modo particolare per una formazione tendente ad una maggior qualificazione, mirata nei confronti di chi è stato costretto a subire la crisi economica in atto, ma anche, ad esempio, ha annotato l'assessore al Lavoro, nell'istruzione tecnica superiore, «che sappiamo essere capace di portare direttamente i
giovani verso un posto di lavoro a conclusione del percorso di formazione».

Più in generale, comunque, l'attenzione dell'Amministrazione regionale resta puntata, da un lato, su un costante monitoraggio
del mercato e sull'accompagnamento dei soggetti più deboli verso un cammino all'insegna della riqualificazione e il
ricollocamento, dall'altro, finalizzando gli interventi sulla formazione, ha osservato Panariti, «affinchè si elevi il livello generale di formazione del lavoratore».

Altri "numeri" raccolti nel seminario di oggi parlano, nel primo trimestre 2016, del numero di iscritti ai Centri per l'impiego
(Cpi) del Friuli Venezia Giulia che, se confrontato con il dato alla fine dell'ultimo trimestre 2015, registra un aumento di 1.179 unità, pari a un +1,2 per cento. Dal raffronto con il trimestre precedente si evidenzia inoltre una crescita dei "disoccupati di lunga durata" (ovvero iscritti da almeno 12 mesi), con un aumento di 3.859 unità, pari al 7,2 per cento, e una diminuzione
significativa degli iscritti da meno di 6 mesi (-3.104 iscritti, pari al -9,4 per cento).

Le uscite dalle liste dei Cpi del Friuli Venezia Giulia per il primo trimestre del 2016 risultano in lieve diminuzione (-2,1 per
cento rispetto al primo trimestre del 2015) e riconducibili per la quasi totalità dei casi (93,9 p.c.) allo svolgimento di
un'occupazione lavorativa, prevalentemente a tempo determinato (62,8 p.c.).

Inoltre, le ore di cassa integrazione autorizzate dall'Inps sono state circa 3,4 milioni, in diminuzione del 35 per cento rispetto
allo stesso trimestre del 2015. Il calo è dovuto in particolare alla dinamica della Cigs, con oltre 1,6 milioni di ore in meno.

In riferimento ai dati illustrati oggi, le persone in cerca di occupazione (dati 2015 su 2014) in Friuli Venezia Giulia sono più
o meno in equilibrio (+0,1 per cento), con una percentuale maggiore di donne (+1,8 p.c.) rispetto agli uomini (-1,7 p.c.).
Tendenze in salita a Udine (0,3 p.c.) e Trieste (1,9 p.c.), senza alcuna variazione a Gorizia (0,0), in calo (-2,1 p.c.) nella
Destra Tagliamento.

Maggiori le assunzioni tra gli uomini (99.060 "contro" un dato 2014 di 87.237, +13,6 p.c.) ma in aumento anche quelle relativo alle donne (100.834 rispetto a 96.940, +4 p.c.).

Significative, infine, le cifre sul tempo indeterminato: tra assunzioni a tempo indeterminato e trasformazioni si è giunti nel
2015 a 41.767 unità, rispetto a 23.228 (2014) e 26.460 (2013).

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