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Previdenza integrativa in regione, superiore alla media nazionale

Quasi 200.000 persone hanno scelto di avvalersi di una forma integrativa di previdenza. I numeri in crescita

A dicembre 2017 in Italia gli iscritti alla previdenza integrativa sono quasi 8 milioni, aumentati del 6,1% rispetto al 2016, con più di 700.00 nuove adesioni e per un patrimonio gestito di 162 miliardi di euro. Questi i numeri riportati nella  relazione annuale della Commissione di Vigilanza sui fondi pensione (COVIP).

Fondo pensione integrativa in Friuli Venezia Giulia: quanti  lo hanno già scelto?

Il 2,6% degli iscritti alla previdenza integrativa risiede in Friuli Venezia Giulia, per un totale di circa 197.236 aderenti.

Potrebbe sembrare una percentuale bassa ma rispetto alle forze lavoro regionali, che sono poco più di 560.000, si riscontra un tasso di partecipazione superiore alla media nazionale, che è circa del 29,5%. Nel Friuli Venezia Giulia ben il 35% dei lavoratori e di coloro in cerca di occupazione ha scelto un fondo pensione. Si tratta di una percentuale inferiore solamente al Trentino e alla Valle d’Aosta, che grazie ad iniziative territoriali contano rispettivamente il 48% e il 40% delle proprie forze lavoro.

Questo dimostra che i residenti nella nostra regione sono tra i più previdenti pensando per tempo a tutelare il proprio futuro.

Tra le tipologie di forme pensionistiche vanno per la maggiore i piani individuali pensionistici (PIP), con quasi il 41% degli iscritti in regione; a seguire il 28% ha scelto un fondo pensione aperto, il 23% un fondo pensione chiuso.

Le donne sono più numerose degli uomini, circa il 53% contro il 47%. Prevalgono i lavoratori dipendenti, poco più che quarantenni e che versano un contributo medio compreso tra i 2.500 e i 2.900 euro all’anno. Si tratta di un importo che rientra nel limite annuale di deducibilità fiscale previsto, che ammonta a ben 5.164,57 euro e che garantisce un notevole risparmio fiscale: a seconda della fascia reddituale, le imposte IRPEF risparmiate sul reddito imponibile dichiarato, grazie al suo abbattimento con i contributi versati al fondo pensione, possono arrivare fino al 43%.

Seguono i lavoratori autonomi/liberi professionisti e i cosiddetti “altri iscritti”, cioè coloro che hanno perso i requisiti partecipativi al fondo pensione, pensionati e soggetti fiscalmente a carico.

La pensione integrativa non è solo un investimento per il proprio futuro ma anche uno strumento che premia gli aderenti con un beneficio fiscale importante che aumenta il valore del proprio risparmio. I segnali sono certamente positivi ma solo il 27% dei potenziali aderenti in Italia ha già un fondo pensione.

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