Economia

Terziario Fvg: a fine anno oltre 323 imprese in più. In aumento anche l'occupazione

Aree balneari della regione e quelle legate alla cultura e all’enogastronomia risultano le mete più ambite dai turisti; agevolati gli esercizi commerciali operativi nelle zone centrali

Alberto Marchiori

Il terziario continua a contrastare il calo delle imprese in Friuli Venezia Giulia. Secondo l’indagine congiunturale di Format Research sul secondo trimestre 2017, commissionata da Confcommercio Fvg, a fine anno in regione saranno nate 6.597 nuove imprese (4.683 del terziario, 1.914 degli altri settori) e saranno cessate 6.936 imprese (4.360 del terziario, 2.576 degli altri settori). Il saldo complessivo tra nuove imprese nate e imprese cessate (positivo, nel terziario, in tutte le quattro province: Udine +118, Trieste +88. Pordenone +77, Gorizia +40) sarà dunque ancora negativo: -339 imprese (+323 del terziario, -662 degli altri settori), per un tasso di crescita pari al -0,2%.
«Si tratta di una fotografia con dati in contrasto, ma con il terziario che traina faticosamente una ripresa che è purtroppo ancora in formato ridotto – osserva il presidente di Confcommercio Fvg Alberto Marchiori –, perdurando purtroppo fattori negativi come la pressione fiscale e la burocrazia. Questioni che purtroppo, mentre la Regione Fvg è impegnata a tutela delle Pmi, il governo non si impegna ancora ad affrontare come dovrebbe».

Considerazioni e statistiche sono emersi nella sede della Regione di Pordenone alla presenza del vicepresidente Fvg Sergio Bolzonello e del direttore scientifico di Format Research Pierluigi Ascani, che ha pure reso note le prime analisi sull’andamento della stagione dei saldi estivi in Fvg, che già evidenziano un incremento della percentuale media di sconto sulle merci: 40% (+8% su 12 mesi fa).
In generale, sembra essere aumentato il numero di visite in negozio e appare in questo senso manifesta la connessione con il parallelo incremento dei flussi turistici nella regione. L’imponente affluenza di visitatori ha rappresentato una spinta considerevole in termini di apporto alla stagione dei saldi. Da questo punto di vista, sembrano essere stati agevolati prevalentemente gli esercizi commerciali operativi nelle zone centrali (centri storici e zone adiacenti ai centri di maggiore attrattività).
Nel complesso, la previsione del consuntivo dei saldi estivi lascia presagire un leggero incremento degli incassi rispetto al 2016 (+1%). Al contempo, l’analisi prospettica sull’andamento della stagione turistica estiva evidenzia un marcato incremento su base tendenziale, sia dal punto di vista degli arrivi (il numero di clienti ospitati nelle strutture ricettive) sia dal punto di vista delle presenze (il numero delle notti trascorse nelle strutture ricettive): +9,5% per gli arrivi, +6,5% per le presenze. Il traino proviene in via prioritaria dal contributo dei turisti stranieri.

Sono le aree balneari della regione e quelle legate alla cultura e all’enogastronomia a risultare tra le mete più ambite dai turisti, rileva ancora l’indagine Confcommercio-Format Research. La tradizione e l’attenzione per le caratteristiche del territorio si confermano dunque decisive per la valorizzazione della regione e, in questo senso, risulta strategico rimanere ancorati alle peculiarità tipiche del luogo, vere e proprie attrazioni specialmente per chi viene da fuori.
«Il turismo è un comparto di grande valenza per il territorio – osserva ancora Marchiori –. I dati in crescita su arrivi e presenze sono confortanti, capacità e professionalità degli operatori sono solide garanzie. L’importante però è superare una visione sempre troppo localistica e puntare a un progetto turistico europeo che consenta all’Italia di partecipare alla competizione globale con il suo patrimonio turistico-culturale. Regioni e Comuni non sono più in grado di giocare una partita in solitaria, è necessario puntare tutti assieme a una gestione sincronizzata con il Paese e con la Ue».

Il clima di fiducia relativo all’andamento dell’economia italiana è previsto in miglioramento al 30 settembre 2017. L’indicatore congiunturale torna a sfiorare l’area di espansione, raggiungendo il livello più elevato da quando è in linea l’osservatorio. Anche la fiducia circa l’andamento della propria attività appare in crescita. In questo caso l’indicatore già entra nell’area di espansione (50,9) e coincide con il miglior risultato dal 2011 ad oggi.
In un contesto di avanzamento generalizzato del clima di fiducia, risulta leggermente più lento il recupero della dinamica della crescita dei ricavi. La previsione al 30 settembre 2017 lascia presagire un incremento dell’indicatore, che tuttavia resta al di sotto dell’area di espansione di mercato.
Migliora il quadro relativo all’occupazione, almeno secondo le previsioni delle imprese del terziario del Fvg. L’outlook al 30 settembre lascia immaginare un incremento dell’indicatore congiunturale, che è destinato a tornare a raggiungere i livelli del 2014.

Per quel che riguarda il rapporto con i fornitori, le imprese del terziario prevedono un lieve incremento dei prezzi da questi praticati. Se dal punto di vista delle imprese si tratta di un «peggioramento» della situazione, coincide in realtà con una buona notizia se correlata al recente periodo di deflazione. Dall’altra parte, per quanto concerne il rapporto con i clienti, la situazione relativa ai tempi di pagamento di questi continua a migliorare (sebbene l’indicatore stazioni al di sotto dell’area di espansione di mercato). In generale, la situazione della liquidità delle imprese è destinata a consolidarsi. L’indicatore congiunturale è ormai stabilmente nell’area di espansione e si avvicina ai livelli pre-crisi.
Sul lato credito, si prevede una crescita della domanda (il 29% delle imprese del terziario si reca in banca per chiedere un fido o un finanziamento) e della quota di coloro che ottengono una risposta positiva (il 49% secondo l’ammontare desiderato, il 22% secondo un importo inferiore).

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