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Martedì, 16 Aprile 2024
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Tirso, a rischio una cinquantina di posti di lavoro, ennesima crisi industriale

Ad annunciare la decisione "unilaterale" presa dall'azienda è stata la Cgil in occasione di una conferenza stampa convocata oggi 4 febbraio. Chiesto l'intervento della Regione. I sindacati: "Va trovata una soluzione, ci deve essere un ripensamento totale". La maggior parte delle maestranze è donna e ha tra i venti e i trent'anni

TRIESTE – Il rischio a questo punto è quello di aprire l’ennesima crisi industriale. La Tirso, 199 dipendenti ed unica azienda tessile rimasta in provincia di Trieste, ha comunicato “in maniera unilaterale” a 47 operai inquadrati con contratti di somministrazione, che da lunedì 6 febbraio non avrà più bisogno delle loro maestranze. Il fulmine (quasi) a ciel sereno è arrivato nella mattinata di ieri 3 febbraio in occasione di un incontro con l’azienda e alla presenza di Confindustria. L’annuncio ha fatto scattare il livello di allerta massima tra i sindacati. La Cgil ha quindi convocato una conferenza stampa, tenutasi nella sede di via Pondares questa mattina.

La classe operaia della Tirso

La maggior parte degli addetti interessati dal taglio deciso dall’azienda è donna e ha tra i 20 e i 32 anni. “La decisione ci consegna un mercato del lavoro industriale sempre più in sofferenza – ha detto Nicola dal Magro, segretario della NIdiL Cgil  –, l’ennesima situazione critica che va ad incidere sul futuro della stessa città di Trieste”. Ribadendo il concetto che “di solo turismo non si vive”, il sindacato ha espresso grande preoccupazione per la mancanza di “garanzie e di un piano industriale che, forse, verrà consegnato lunedì”. L’azienda vive da mesi una situazione complicata. “Da gennaio dell’anno scorso è stato ridotto l’orario di lavoro – così Fabrizio Zacchigna, segretario Filctem Cgil-, c’è stato il contratto di solidarietà, ad agosto lo stabilimento è rimasto chiuso in regime di ferie forzate e da ottobre è l’azienda ha richiesto la cassa integrazione”.

Si va verso lo sciopero?

Si aprono quindi scenari di agitazione sindacale. Con ogni probabilità sarà martedì 7 febbraio il giorno in cui verrà convocata l’assemblea dei lavoratori per decidere eventuali mobilitazioni. Tirso sconta una crisi non solo locale. La produzione del sito triestino è passata da 13 mila a 8 mila chilogrammi in poco tempo. “Va trovata una soluzione, l’azienda deve ripensarci”. La Cgil richiede quindi un intervento della Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso gli assessorati alle Attività Produttive e al Lavoro. 

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