Epidemia, code e mattatoi tedeschi: l'opinione dell'epidemiologo

Lo specialista triestino fa il punto della situazione alla luce degli ultimi sviluppi e sulla base della gestione emergenziale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Per comprendere meglio e concretamente a che punto siamo nella nostra regione si farà un piccolo esempio numerico. Qual è la probabilità che ci sia un infetto sul mio autobus, in un esercizio pubblico mentre si consuma o in uno stabilimento balenare in FVG? I dati di incidenza di nuovi casi relativi all'ultima settimana, alla data del 21 giugno 2020, la valutano allo 0.99/100.000 abitanti cioè un numero stimato circa di 12 persone “infette” in tutta la regione, considerando 1.200.000 residenti. Tuttavia possiamo ritenere ragionevole che almeno altrettante persone siano infette asintomatiche o abbiano l’infezione in incubazione o che non siano state intercettate dalla sanità pubblica: quindi aggiungiamo altre 12 persone che potrebbero diffondere il virus, sempre a condizione che siano diffusori di un numero di repliche virali sufficienti a trasmettere il contagio. Condizione che al momento non è affatto scontata.

Infatti le persone, anche se si contagiano, si ammalano molto di meno rispetto a marzo e ad aprile e in modo da non richiedere il ricovero e, in moltissimi casi, neppure l’intervento del medico di famiglia o del Sistema 118. Infatti essere “infetti” non significa ne essere ammalati, ne contagiosi. La carica virale presente sui tamponi è minore sia in raffronto ai mesi iniziali dell'epidemia, sia in funzione dei quadri clinici. A marzo sui tamponi venivano isolate molte più repliche virali di quanto accade a giugno, e gli asintomatici è vero che liberano Coronavirus ma, attualmente, in concentrazione insufficiente ad essere contagiosi in modo efficace.

I valori di riferimento

L'RNA virale isolato sui tamponi, viene amplificato mediante la tecnica PCR, che aumenta il materiale genetico di partenza. Più elevato è il contenuto di RNA sul tampone e meno dovrà essere sottoposto a cicli di amplificazione e quindi le repliche virali possono essere contate. Quindi tornando ai contagi nella nostra regione parliamo di circa 24 soggetti in tutto il FVG e facendo una proporzione di massima, in rapporto alla distribuzione degli abitanti per le 4 province, un po più di un 1/6 potrebbero trovarsi a Trieste.Stiamo stimando un numero potenziale attuale, stando ai dati della protezione civile e dell'ISS, di 6-7 residenti contagiosi in movimento, in tutta la provincia di Trieste. Ragionamento analogo può essere fatto anche per Gorizia Pordenone e Udine.

Tutto bene? No

Le probabilità attuali quindi di un'esposizione a rischio, nella nostra città e in regione, sono divenute estremamente basse e i grafici quotidiani lo confermano. Si tratta naturalmente di una stima grossolana, puramente esemplificativa, ma utile a comprendere la scala del problema attuale. I casi, in Regione ed in Italia, diminuiscono, i guariti aumentano, i ricoveri calano, le terapie intensive sono quasi vuote e le persone in isolamento domiciliare sono sempre di meno. Siamo in piena coda epidemica e l'esaurimento locale dell'epidemia, stando così le cose, è imminente. Tutto bene allora? Questo non autorizza, sia ben chiaro, ad abbandonare le precauzioni quali il distanziamento sociale, l'uso delle mascherine in luoghi affollati all'aperto o in quelli al chiuso e il lavaggio/disinfezione delle mani, perchè il Coronavirus circola ancora, non solo da noi ma in tutto il mondo.

All'estero

In Sud America, in Russia ed India, ad esempio il picco non è stato ancora raggiunto e abbiamo imparato ormai che il plateau dura nel tempo, prima di vedere la curva dei contagi iniziare a calare. Inoltre ci sono nuovi focolai in Cina, nell'ennesimo wet market, questa volta a Pechino, ma come sempre le notizie risultano poco precise e improbabili come l'accusa formulata nei confronti dei salmoni norvegesi d'importazione. Preoccupazione suscitano la nuove situazioni di contagio come i numerosi casi che si stanno verificando tra gli addetti dei macelli, in particolare in Germania. Sono probabilmente legati a scarse misure preventive adottate, temperature molto basse,umidità molto elevata vicinanaza stretta degli addetti e la nebulizzazione massiva di acqua, per il lavaggio ambientale.

Un infetto contagia tre sani

Focolai che non sembra siano stati circoscritti, infattil'R0, il tasso netto di riproduzione, è schizzato a un valore pericolosissimo 2,88,cioè un infetto può contagiare quasi tre sani quando da un mese in italia siamo stabilmente sotto lo 0,50-0,70 e quindi con una sostanziale interruzione del contagio di massa. Quindi la vera questione non è se ci sarà una seconda ondata, visto che questa non si è affatto ancora esaurita, ma se ci sarà un ripresa dell'attuale, cosa che sembra sfuggire a più. E quindi? A fronte di un' estate che si preannuncia normale almeno nelle intenzioni perchè lo desideriamo tutti, è chiaro che non si può ritenere di avere già vinto, visto lo sfasamento temporale dell'epidemia nei vari continenti. Il rischio è sia di possibili casi di ritorno, di provenienza straniera che di insorgenza di focolai locali, come Mondragone o Bologna.

dott Fulvio Zorzut, medico epidemiologo specialista in Igiene e Medicina Preventiva Ordine dei Medici di Trieste n 2415 

Elaborazioni su dati del Istituto Superiore di Sanità, della Protezione Civile, Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e John Hopkins University in continuo consolidamento.

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