Al via Esof 2020: Trieste ora è davvero la città della scienza (FOTO)

Alla cerimonia d'inaugurazione hanno parlato le autorità cittadine e regionali, il cardinale pietro Parolin, segretario di stato di Papa Francesco, la virologa Ilaria Capua, la direttrice del Cern Fabiola Giannotti e il ministro dell'Università e della ricerca Gaetano Manfredi

Foto: Aiello

Trepidazione e aspettativa hanno accompagnato oggi l'apertura di Esof 2020, la kermesse mondiale dedicata alla scienza. Un'edizione di certo meno frequentata rispetto alle previsioni precedenti la pandemia, con un centro congressi approntato a tempo di record nonostante i due mesi di stop dei lavori durante il lockdown, e per questo ancora bisognoso, a tratti, di rifiniture. Poche le presenze al mattino nonostante interventi di pregio come quello del virologo Alberto Mantovani (in remoto), ma l'affluenza è cresciuta durante la cerimonia ufficiale d'apertura nel primo pomeriggio, che ha visto quasi esauriti i 400 posti disponibili nel grande auditorium del magazzino 28 (capienza ridotta per norme anti Covid rispetto ai quasi 2000 posti disponibili). Se da un lato il Coronavirus ha creato significative difficoltà alla manifestazione, ha sicuramente innalzato il livello di aspettativa e di attenzione nei confronti della ricerca scientifica come unica via per una possibile soluzione alla patologia che sta mettendo in ginocchio il mondo. 

I relatori

Proprio sulla malattia causata dal Sars Cov 2 si sono concentrati gli interventi dei relatori: il champion di Esof 2020 Stefano Fantoni, il presidente di Euroscience Michael Matlosz, il sindaco Roberto Dipiazza, il governatore Massimiliano Fedriga, il cardinale pietro Parolin, segretario di stato di Papa Francesco, la virologa Ilaria Capua, la direttrice del Cern Fabiola Giannotti e il ministro dell'Università e della ricerca Gaetano Manfredi.

Dipiazza: "Fondamentale il ruolo di Trieste"

Il sindaco ha rimarcato il ruolo di Trieste nella realizzazione della manifestazione internazionale, con realtà economiche e scientifiche solide, oltre a una spiccata propensione per la multiculturalità, all'importanza del porto e alla grande potenziale rivoluzione iniziata con la sdemanializzazione del Porto Vecchio.

Fedriga: "Ripensare i nostri limiti"

Il presidente Fedriga ha poi sollevato una riflessione: "le grandi istituzioni scientifiche internazionali sono mancate troppe volte durante le fasi acute della pandemia, mentre noi in Friuli Venezia Giulia ci siamo affidati ai medici specialisti del territorio e abbiamo operato scelte coraggiose fin dall'inizio. Abbiamo quindi visto che l'attività di corsia vale più di qualche pubblicazione scientifica. Ci chiediamo perché, pur sapendo cosa stava succedendo in Cina, non sia stata disposta e allestita dall'alto una prevenzione adeguata, con l'acquisto di ventilatori e Dpi. Non si vuole colpevolizzare ma incoraggiare a riconoscere i nostri limiti umani e superarli, per questo crediamo nella ricerca scientifica".

Il Cardinale Parolin: "Scienza e fede nella stessa direzione"

Attesissimo l'intervento del cardinale Parolin, che ha parlato di come fede e scienza "non siano in contrapposizione, ma vadano nella stessa direzione, ossia la ricerca della verità". Il segretario di stato vaticano ha poi riportato l'attenzione sull'importanza dell'etica e del rispetto verso tutto l'ecosistema, riportando alcuni dati: "le specie autoctone nella maggior parte degli habitat del mondo sono diminuiti del 20% negli ultimi 120 anni e più del 40% delle specie anfibie, oltre il 33% dei coralli e più di un terzo dei mammiferi marini stanno andando incontro alla distruzione, e così per il 10% delle specie di insetti. È necessaria un'attenzione e un rispetto verso tutto l'ecosistema che ci circonda".

Manfredi: "L'emergenza passerà, ma ripensare il ruolo della scienza"

Il ministro Manfredi ha poi esposto il suo pensiero sulla pandemia come "momento di grande trasformazione e di autocritica, in cui dobbiamo avere la consapevolezza che  l'umanità ha già attraversato grandi pandemie, e questo dev'essere motivo di speranza". Il ministro ha poi rimarcato l'importanza di "rivalutare la scienza non come qualcosa di lontano ed elitario ma come un fattore di crescita collettiva e impattante sul benessere di tutti. Per questo gli scienziati sono sempre più chiamati ad essere divulgatori per combattere la cultura antiscientifica. L'emergenza passerà, si avvicina la possibilità di avere un vaccino, ma dobbiamo prepararci a vivere in un mondo diverso".

Capua: "Usare big data per connettere i problemi del pianeta"

Il lungo intervento di Ilaria Capua, invece, ha ripercorso la storia della pandemia da Covid 19, dal "famoso pipistrello che è stato tolto al suo habitat naturale e costretto a condividere l'ambiente con altre specie animali, in un ambiente stressante per le loro difese immunitarie", fino all'"impatto sulle città più densamente popolate come Milano e Madrid, rivelandone la fragilità", per poi "rendere i raggruppamenti di persone situazioni potenzialmente a rischio" e rivelare "la maggior vulnerabilità del sesso maschile nel decorso della malattia da Sars Cov 2".

In conclusione, secondo Capua, "il virus ci sta gridando di essere più interdisciplinari e di usare i big data per mettere a confronto tutti i problemi dell'ecosistema mondo: dalla pandemia al riscaldamento globale all'inquinamento, per trovare convergenze a tutti i problemi interconnessi del nostro pianeta".

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