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Fotografia di Simone Di Luca Photography

Fotografia di Simone Di Luca Photography

Steven Tyler, l'ultima vera rockstar

Si presenta sul palco facendo aspettare il pubblico 45 minuti ma si fa perdonare con uno show unico. La bandiera italiana, le parole in triestino e l'amore verso il nostro paese (foto Simone Di Luca)

Steve Tyler ha dato spettacolo ieri sera a Trieste in piazza Unità, nel vero senso della parola, grazie al concerto organizzato da Azalea Promotion. Ci si aspettava grandi cose da una delle ultime rockstar ancora in grado di infiammare il palco e così è stato. Prima di lui escono le Sisterhood Band (Ruby Stewart  e Alyssa Bonagura) per cui il pubblico manifesta curiosità interessate, country classico, nel sogno americano, a volte un po' enfatizzato. Suonano poco (qualche pezzo in più non sarebbe stato male) e scendono, cappello da cowboy (cowgirl, meglio) in testa e firmano autografi, magliette, vendono il loro album, si prestano ad autoscatti (selfie, ok) e ringraziano.  Giovanissime, possono contare certamente sullla bella presenza e un suono fresco, relativamente pulito.

L'arrivo di Tyler

Poi ok, la gente è venuta qui per sentire lui, la rockstar, l'ex leader e frontman degli Aerosmith. La decadenza non si nota - una rockstar farebbe di tutto per restare giovane, anche se il tempo passa per tutti - e Steven, dopo buoni 45 minuti di attesa da parte del pubblico, si fa perdonare con un po' di classici suoi (un po' pochi, forse?) e pezzi della storia della musica, Beatles e Janis Joplin su tutti. 

Passano le canzoni, i cellulari si alzano (va bene il ricordo ma filmare tutto il concerto non vi sembra leggermente ossessivo?) e tra le persone passano le luci che indicano dove trovare una birra o dell'acqua. 

La bandiera italiana

Steve Tyler poi si mette al piano, sventola una bandiera italiana e si fa aiutare dalla voce della bassista (da seguire quando deciderà di fare qualcosa da sola) e dal compleanno della sua ragazza Aimee Preston che salta sul palco, spegne la candelina messa sulla torta e viene rispedita dietro le quinte. Ad un certo punto chiede il motivo per cui sotto al palco ci sono più ragazzi che ragazze. Poi scatta il momento celebrativo su Trieste, e da vero rocker si fa scappare un bel "va in m...". Che paragonato al "mandi Trieste" di Springsteen di qualche anno fa suona certamente originale - non particolarmente offensivo, anzi, nel pieno spirito autoironico della città. 

Gli amanti del rock

Il resto è spettacolo per amanti del rock, dell'eccesso e delle stravaganze caratteriali, emotive e certamente causate dalle alterazioni psicofisiche. Ma questa è un'altra storia. Tyler finisce con un'ora e venti circa di musica. Le persone se ne vanno, qualcuno con un po' di disappunto, molti con il sorriso per aver visto, live, una delle ultime vere rockstar mondiali. Che in epoca di buonismo e del politicamente corretto, non nuoce così gravamente alla salute. 

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