Giovedì, 5 Agosto 2021
Concerti

I "Rhapsody of fire" a Trieste: «Il concerto a San Giusto sarà la nostra rinascita» (INTERVISTA)

Il tastierista Staropoli: «Le bellezze naturali di questa città hanno ispirato la mia musica, le porto con me ovunque io vada»

Un'eccellenza del metal di fama mondiale, un gruppo fondato a Trieste nei primi anni '90, torna nella città che l'ha ha ispirato e visto nascere. Sono i "Rhapsody of fire", che dopo aver calcato i palchi di tutta l'Europa (oltre che Cina, Giappone, Usa e Sudamerica) metteranno a "ferro e fuoco" anche il castello di San Giusto. Accadrà questa sera, sabato 29 luglio alle 21. Oltre un milione di album venduti e una carriera prossima a compiere i 25 anni, turbolenta come il loro sound visti i frequenti cambi di formazione, ma sempre sostenuta da uno zoccolo duro, e in crescita, di fan.

Un pubblico eterogeneo per un gruppo metal, che accoglie anche famiglie e giovanissimi, distribuiti nei cinque continenti. Non certo quel death metal che tiene a distanza tutti tranne gli stretti affezionati, ma sonorità epiche con suoni d'orchestra e richiami al barocco che si ispirano al "Signore degli anelli" e altre pellicole fantasy (da qui la dicitura Film Score Metal). In più di un album, infatti, il gruppo si è avvalso della voce narrante dell'attore Christopher Lee (lo stregone Saruman nel citato kolossal), rendendo ancora più epica una lunga storia iniziata proprio nel capoluogo giuliano. Attualmente sono tre i triestini nella band, lo storico tastierista Alex Staropoli, Roberto De Micheli alla chitarra e Alessandro Sala al basso. Saranno affiancati dai nuovi membri, acquisiti nel 2016: il tedesco Manuel Lotter e il cantante di Correggio Giacomo Voli, secondo classificato a The Voice Italy nel 2014. Sono proprio Alex e Giacomo a condividere con noi qualche riflessione prima del concerto di San Giusto.

Alex (Staropoli, ndr), hai fondato la band dal '93, hai assistito a molti cambiamenti nella formazione e sei il punto saldo di un organismo in continua crescita. Per una carriera ventennale è più importante sapersi rinnovare o mantenere un'identità? 
Alex: «Entrambe le cose. L’identità e’ ciò che personalmente offro, e non solo io, a livello di composizione. Rinnovarsi e’ abbastanza semplice quando ti avvali di elementi e tecnologie moderne da affiancare ai nostri tipici elementi classici. Roby De Micheli ha portato una buona dose di modernità grazie al suo modo di suonare la chitarra, sopratutto nei riffs».

Tra le molte anime di Trieste, c'è n'è sicuramente una votata all'universo Fantasy: oltre ad aver dato i natali a voi ospita anche uno dei più importanti festival a tema celtico-fiabesco. C'è qualcosa, in questa città, che vi ha ispirato?
Alex:
«La varietà di paesaggi che Trieste ed il territorio circostante offrono sono molteplici, quindi tutta la natura, dal mare ai monti, mi ha dato molto a livello di ispirazione. Avendo praticato sia arrampicata che speleologia ho toccato con mano anche un certo tipo di bellezze non comuni. Tutti questi meravigliosi paesaggi ed esperienze sono sempre con me quando compongo, ovunque io mi trovi».

In passato avete usato molto la formula del "concept album", ci sono addirittura più dischi collegati da un unico filone narrativo. Una forma d'espressione che colleghiamo a gruppi senza tempo come i Genesis e i Pink Floyd, ma che oggi sta perdendo popolarità. Perchè secondo voi?
Alex: «A livello cinematografico le saghe e gli episodi hanno ancora molta presa secondo me. Nella musica forse si perde un po'di forza in quanto serve un lavoro di scrittura gigantesco. Adattare una storia ai vari testi rendendoli cantabili e’ cosa ancora più difficile. Ritengo che un concept album ti possa coinvolgere forse maggiormente. Molto dipende anche dal numero di ascoltatori che hanno desiderio di fruire non solo della musica ma anche un certo messaggio narrativo decisamente più complesso».

Giacomo, hai da poco sostituito lo storico frontman Fabio Lione. Sei il volto più nuovo della band (insieme a Manuel Lotter) ma anche il più esposto. Come la vivi?
Giacomo: «Sicuramente dietro questa fantastica avventura c'è una grande responsabilità. Cerco di viverla nel migliore dei modi, cercando l'affiatamento insieme ai miei nuovi compagni di viaggio. Credo più che mai che la bellezza del risultato vada di pari passo con la fiducia che riponi in chi ti affianca, così penso che comunque andrà potrò contare su Alex, Roberto, Sala e Lotter! Sabato sarà la NOSTRA rinascita».

Avete collaborato a lungo con Christopher Lee, che ricordo avete di lui?
Alex: «Un uomo grandissimo. Ci ha dato molto, non solo come narratore e cantante, ma come uomo. Ha condiviso con noi vari aneddoti e storie della sua carriera. E’ stato un onore poterlo conoscere e vivere assieme a lui questa parte artistica che ha rappresentato molto per i "Rhapsody of fire"».

Con la nuova band avete registrato Legendary Years, quasi un "anello di congiunzione" tra passato e presente perché è una raccolta dei più grandi successi ma con il sound della formazione attuale. Cosa c'è nel vostro futuro?
Alex: «Il 9 Settembre suoneremo al Metalitalia a Trezzo (Mi), poi In autunno saremo in tour in tutta Europa. Abbiamo gia’ scritto molti brani nuovi e registrato molte parti di chitarra per alcuni di questi, ed il risultato e’ sorprendentemente potente ed epico! Insomma ci teniamo occupati!».

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