Coordinamento libertario, "Fermiamo il genocidio dei curdi": sabato predio sotto la sede Rai

Una manifestazione a settembre 2015

«Bastano 500 o 5000 morti per superare il muro del silenzio? Ogni giorno muoiono decine di persone a Cizre, città di 130mila abitanti a est del Kurdistan turco che segna il confine con la Siria e l’Iraq. Qui l’esercito turco sta cannoneggiando in modo totalmente unilaterale da molti giorni una città inerme, piena di civili. La loro “colpa” agli occhi del governo turco è quella di aver dichiarato l'autogoverno».

Lo rielvano in una nota gli organizzatori del presidio, Coordinamento Libertario Regionale.

«Per dimostrare - continua la  nota -  di aver eliminato dei terroristi curdi a Cizre, la polizia turca ha diffuso le foto dei corpi carbonizzati dei “nemici pericolosi”, tra i quali si vedono chiaramente diversi bambini! Tutto questo mentre il vice presidente americano Joe Biden si faceva fotografare con il "collega" turco Erdogan affermando che: "Non c'è alcuna differenza tra l'Isis, il Pkk e al Nusra, tutte "minacce" per la Turchia”. Ha quindi messo sullo stesso piano una potenza fanatica e assassina (peraltro favorita dallo stesso governo turco) e una forza politica che sostiene la resistenza dei curdi oppressi. Ricordiamo che sia gli USA che la Germania (ma anche molti altri paesi non ultima l'Italia) hanno strettissimi rapporti con lo Stato turco e accettano l'ipocrisia della sbandierata lotta di Ankara all’ISIS».

«I curdi - continua - e le loro unità di difesa YPG e YPJ (formazione di sole donne) da anni contrastano le truppe dello Stato Islamico e, dopo aver liberato Kobane, stanno procedendo, tra mille difficoltà, a liberare aree sempre più ampie di territorio nella Rojava, territorio del Nord della Siria ai confini con la Turchia. Qui la popolazione sta realizzando una forma molto avanzata di democrazia diretta attraverso un modello federalista, laico, ecologista, femminista e tollerante con tutti gli abitanti e le loro tradizioni (Confederalismo democratico). Molti interessi economici e strategici, dalle multinazionali alle grandi potenze che impongono i bombardamenti contro i civili, si intrecciano sulla pelle dei curdi. Anche a livello locale la Camera di Commercio ha dichiarato che Trieste è “la porta privilegiata della Turchia in Europa”. Naturalmente è una porta quasi del tutto chiusa per i profughi che scappano dalla morte per guerra, mentre è spalancata per i profitti di questa o quella lobby commerciale».

«Si parla - ancora gli organizzatori - , e molto della Turchia, se ne parla come del paese deputato ad impedire l'arrivo di profughi e migranti nell'Unione Europa ma nulla emerge della reale situazione che si vive in quel paese: la feroce repressione di ogni dissenso interno e il vero e proprio genocidio della popolazione curda attuati dal governo. Nell'ultimo rapporto, Amnesty International denuncia chiaramente quanto sta avvenendo nelle città a maggioranza curda sottoposte da mesi ad un criminale coprifuoco. È questo il silenzio che vogliamo rompere! Un silenzio assordante, fatto di Stati conniventi e di interessi che non si possono nemmeno più definire sottobanco. Tutto questo dovrebbe far riflettere chi fa parte dei "mass media" su cosa vuol dire "dovere di cronaca". Tacere la realtà significa essere complici e fiancheggiatori di assassini».

«Occorre - concludono -  che tutti rompano il silenzio! Occorre che i media informino su ciò che sta accadendo realmente. Non abbiate paura a dire che il governo dell'AKP di Erdogan sta massacrando il popolo curdo! Noi non siamo complici del governo italiano che appoggia Erdogan e i suoi assassini in divisa! In tutto il mondo si stanno svolgendo manifestazioni di solidarietà con la resistenza curda e contro il piano criminale di Ankara. CONTRO IL MASSACRO DEI CIVILI CURDI MESSO IN ATTO DALL’ESERCITO TURCO FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE!» 

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