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EuroBioHighTech: salone dedicato all’innovazione nel biomedicale, nelle biotecnologie e nella bioinformatica

100 incontri bilaterali, 36 imprese ed Enti, 40 presentazioni e speech, 9 seminari tematici: sono i numeri della prima edizione

100 incontri bilaterali, 36 imprese ed Enti, 40 presentazioni e speech, 9 seminari tematici: sono i numeri della prima edizione di EuroBioHighTech, inaugurato ieri a Trieste.
Scienza e innovazione incontrano le imprese per la crescita del territorio a EuroBioHighTech – Smart Health: research for business innovation, il salone inaugurato stamani nella Stazione Marittima di Trieste, organizzato da Aries - Camera di Commercio della Venezia Giulia, dalla rete d’imprese BioHighTech-NET, dal CBM - Centro di Biomedicina Molecolare - Gestore del Cluster Smart Health FVG, da  Confindustria Venezia Giulia , e che può godere del sostegno del Pisus, Trieste città attiva – Cultura, turismo, sostenibilità e della collaborazione della Regione Friuli Venezia Giulia.
Il primo salone dedicato all’innovazione nel biomedicale, nelle biotecnologie e nella bioinformatica nell’area dell’Europa Centro-Orientale e Balcanica si svolgerà a Trieste fino a venerdì 22 settembre con un fitto calendario di incontri bilaterali, seminari tematici, speech e presentazioni aziendali.

«Oggi abbiamo inaugurato un nuovo format – spiega Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio di Trieste – concepito come punto di incontro tra chi fa scienza e innovazione, penso a Università, Centri di ricerca, start-up…, e chi produce, ovvero le aziende. È un’opportunità di visibilità per le aziende del nostro territorio, destinato a crescere e divenire un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale in questo specifico campo della scienza e della salute. Pensando già alle prossime edizioni, ho sensibilizzato il sistema camerale italiano e le nostre controparti nei paesi balcanici, per poter acquisire una ancor più larga partecipazione».
36 sono le imprese ed Enti di ricerca presenti con un proprio stand, mentre il programma prevede oltre 40 tra presentazioni e speech aziendali e 9 seminari tematici. Sono invece un centinaio gli incontri programmati tra imprese ed Enti di ricerca italiani ed esteri, mentre sono iscritti visitatori professionali e imprese provenienti da Austria, Slovenia, Croazia, Svizzera, Polonia, Francia, Serbia, Canada e Stati Uniti.
«Il settore del biomedicale e delle tecnologie della vita è un settore che la nostra Regione considera strategico e su cui vuole investire – nota Loredana Panariti, Assessore al lavoro, formazione, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili, ricerca e università della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia -. Il percorso che si sta facendo in questa città e regione verso l’innovazione, la ricerca e il loro rapporto con il tessuto economico e sociale è molto importante. E in esso vi è un tema che reputo fondamentale: quello della qualità del lavoro. Questo settore sta crescendo, quindi è un settore che sta dando vita a nuovi posti di lavoro, posti di lavoro di qualità. È nostro interesse investire affinchè questo processo possa continuare».

Il “peso” regionale del BioHighTech è di un miliardo di fatturato, 150 imprese, 5.000 occupati, mentre Trieste vanta la percentuale più alta d’Italia nel rapporto tra imprese innovative e imprese iscritte al Registro delle imprese.
A quantificare le potenzialità di crescita di questo settore è Diego Bravar, Vice Presidente Confindustria Venezia Giulia: «Questo comparto occupa 5000 persone, ma anche grazie a questi avvenimenti vorremmo portarle a 7.000. Non è un obiettivo irraggiungibile, significherebbe arrivare al peso percentuale del settore che ha ora la Baviera. Il 5% può sembrare poco, ma bisogna tener conto che la crescita è possibile solo se c’è innovazione. Ecco perché è importante anche comunicare e trasmettere le informazioni ai cittadini, ai politici, ai giovani, ovvero i destinatari di questi potenziali nuovi posti di lavoro. Lo sviluppo economico c’è, se c’è innovazione. E l’innovazione c’è, solo se c’è ricerca. Noi abbiamo la possibilità per innescare questo circolo virtuoso, dobbiamo volerlo fare».
Aggiunge ancora Bravar in qualità di presidente della Rete d'impresa BiohighTechNet: «Questo comparto nel mondo vale 600miliardi e cresce  in media, tra le varie specializzazioni biomedicale, biotecnologie e bioinformatica, del 7%. Quindi stiamo parlando di un processo di crescita innescato a livello globale. E un altro aspetto estremamente interessante è che qui le imprese non sono grandi come in altri comparti, ma sono piccole e medie imprese. Sono proprio le piccole e medie imprese ad aver la capacità di essere più innovative, perché più dinamiche e meno rigide delle grandi».

La prima edizione di EuroBioHighTech nasce all’indomani dell’assegnazione di Trieste come Capitale della Scienza 2020: «Guardiamo con grande interesse questo evento dedicato all’incontro tra scienza e imprese nell’area dell’innovazione e della salute – commenta Stefano Fantoni, presidente della Fondazione Internazionale Trieste -. Il percorso da qui al 2020 è molto importante perché bisognerà dimostrare che siamo una capitale europea della scienza non solo a parole, ma a fatti. E questo salone è un modo per arrivare ai fatti. Vediamo con molta attenzione quello che viene fatto in questi giorni e in futuro. Uno dei paradigmi di Trieste Capitale della Scienza è  proprio “science to business”».
«Occorre mettere assieme le capacità di tutti per far emergere questo settore – nota Laura Chies, Presidente CBM Smart Health Cluster Friuli Venezia Giulia -. Quest’attivtà ha un grosso lavoro di network tra ricercatori che hanno idee brillanti ma non sanno realizzarle dal punto di vista economico e imprese che potrebbero realizzare e migliorare la loro posizione nel panorama italiano e europeo».
«Eurobiohightech completa il circuito: Trieste è nota per la scienza e meno nota per la parte innovazione – conclude Nadio Delai, presidente Ermeneia Studi -. Questo incontro ripetuto con costanza nel tempo diventa importante e deve mettere in contatto impresa, ricerca, finanza, Enti pubblici serve per reagire sul campo industriale. Serve un sistema con risposte veloci per imprese e ricerca. Il piano comunicazionale è fondamentale, per andare aldilà del campo della ricerca per arrivare all’innovazione.È importante avere una fiera per comunicare alla popolazione e un evento dedicato ai giornalisti scientifici per far avere consapevolezza della portata del comparto».

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