Fine vita, testamento biologico: conferenza al Knulp per una "scelta consapevole"

Capire meglio i temi del biotestamento e del fine vita, per sviluppare la consapevolezza necessaria ad attuare una libera scelta, anche in un momento in cui potremmo non essere in grado di farlo. Questo è l'argomento della conferenza "Disposizioni Anticipate di Trattamento, alias Testamento Biologico: Istruzioni pratiche per compilare le D.A.T.", che avrà luogo al Knulp in via Madonna del Mare venerdì 14 febbraio dalle 18:30 alle 20:30. Modererà l'incontro l'avvocato Giovanna Augusta De'Manzano e interverranno il dottor Gianluca Borotto, Responsabile Hospice alla Casa di Cura Pineta del Carso di Trieste e la dottoressa Emanuela Cacciatori, Neuropsicologa nella medesima struttura.

Durante l'incontro si parlerà del contenuto della così detta legge sul bio-testamento, in particolare si tratterà di DAT, cioè di dichiarazioni anticipate di trattamento e di pianificazione anticipata di trattamento, dell'alleanza tra medico e paziente, della figura del fiduciario, delle conseguenze di un' assenza di DAT, dell'obiezione di coscienza, della sedazione profonda e della terapia del dolore.

Il nuovo protocollo d'intesa

l tema oggetto della conferenza è anche oggetto del recentissimo Protocollo di Intesa in materia di Amministrazione di Sostegno, siglato tra il Tribunale di Trieste, la Procura della Repubblica di Trieste, il Comune di Trieste e di Muggia, l'ASUGI, l'Ordine degli Avvocati e l'Associazione Assostegno.

Il Protocollo, che ha l'obiettivo specifico di orientare l'utenza, offrendo informazioni in tema di ammistrazione di sostegno, orientare l'utenza nella redazione dei ricorsi e nell'approccio con il Tribunale, offrire criteri "filtro" agli operatori sanitari, nonchè prevedere i casi di nomine urgenti ad amministratore, dedica vari articoli al tema del fine vita e delle disposizioni anticipate di trattamento, tematiche appunto con cui sempre più l'amministratore di sostegno deve confrontarsi. Il Protocollo è consultabile sul sito dell'Ordine degli Avvocati di Trieste.

"Un regalo che dobbiamo a chi ci sta vicino"

Spiega l'avvocato de'Manzano: “Le dichiarazioni anticipate di trattamento offrono spazi di libertà di autodeterminazione che occorre utilizzare in proprio, senza attendere che siano altri, quali familiari o addirittura terzi estranei, a decidere per noi nel momento in cui non saremo più in grado di manifestare il nostro consenso. Sollevare i familiari da decisioni difficili e intimissime, che vengono quasi sempre prese in momenti di grande angoscia, è un atto di civiltà e un regalo che dobbiamo a chi ci sta vicino”.

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