Le molte “stranezze” sul caso Moro in scena al Miela l’11 e il 12 novembre

Avviata con successo nella stagione 2013-2014, si rinnova anche quest’anno la collaborazione fra Bonawentura/Teatro Miela e il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: una sinergia riuscita sia sul piano del dialogo e del confronto artistico, sia su quello logistico.

Saranno sette gli spettacoli, tutti di drammaturgia contemporanea, che andranno in scena al Teatro Miela rientrando allo stesso tempo nella programmazione del cartellone altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: il primo di questi porta la firma di un artista coraggioso e interessante come Ulderico Pesce quale regista e interprete, e che ha anche composto il testo assieme al giudice Ferdinando Imposimato.

Si tratta di MORO. I 55 GIORNI CHE CAMBIARONO L'ITALIA in scena al Teatro Miela l’11 e il 12 novembre: lo spettacolo, costruito fra memorie e rivelazioni, mette in luce molte “stranezze” sul caso Moro.

«Il mio sangue ricadrà su di voi, sul partito, sul Paese. Chiedo che ai miei funerali non partecipino né Autorità dello Stato, né uomini di partito. Chiedo di essere seguito dai pochi che mi hanno voluto veramente bene e sono degni di accompagnarmi con la loro preghiera e con il loro amore» scrive Aldo Moro in una delle sue ultime lettere: un attacco durissimo che sarà un leitmotiv di MORO. I 55 giorni che cambiarono l’Italia.

Pesce si è imposto di raccontare a teatro storie vere, spesso scomode, che gli hanno procurato addirittura qualche denuncia: anche questo testo appare subito coraggioso. L’autore ne dichiara immediatamente l’intento: «Più che di spettacoli sul caso Moro c’è la necessità di sapere la verità sulla sua morte. Questo nostro lavoro vuole prima di tutto contribuire alla scoperta della verità e alla sua divulgazione». E per indagare in questa verità Pesce intreccia le rivelazioni del giudice Imposimato – titolare dei primi processi sul caso Moro, che in diversi contributi video interagisce con lo spettacolo – alla denuncia rabbiosa e disperata di Ciro Iozzino, il vero protagonista in scena, fratello di uno dei poliziotti della scorta di Moro freddati il giorno del rapimento, il 16 marzo 1978. Lo spettacolo procede fra memorie e rivelazioni e mette in luce molte “stranezze” sul caso Moro: iter particolari nelle indagini, decisioni politiche inspiegabili, segreti di Stato che pesano come macigni su chi – una madre, un Paese intero – dopo trent’anni attende ancora la verità.

In scena dall’11 al 12 novembre 2014 alle ore 21 al Teatro Miela, MORO. I 55 giorni che cambiarono l’Italia di Ferdinando Imposimato e Ulderico Pesce diretto e interpretato dallo stesso Ulderico Pesce con interventi in video del giudice Ferdinando Imposimato, è una produzione del Centro Mediterraneo delle Arti.

I biglietti ancora disponibili si possono acquistare presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, ed i consueti circuiti e accedendo attraverso il sito www.ilrossetti.it all’acquisto on line. La biglietteria del Teatro Miela è a disposizione del pubblico a partire da un’ora prima dello spettacolo. 

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