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"Da Trieste alla Luna in stereo3D", mostra a palazzo Gopcevich

Vedere il mondo e restargli nascosto: la mostra della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte allestita a Palazzo Gopcevich

Da Trieste alla Luna in stereo3D: Vedere il mondo e restargli nascosto è il titolo della mostra che è stata presentata oggi in conferenza stampa dall'assessore alla Cultura Giorgio Rossi a Palazzo Gopcevich, nella Sala A.Selva, ideata e realizzata dai Civici Musei di Storia ed Arte, a cura di Claudia Colecchia, responsabile della Fototeca e delle Biblioteche dei Civici Musei. Erano presenti anche il direttore dei Civici Musei Nicola Bressi e il Conservatore del Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl.

Lo staff del Comune di Trieste che ha collaborato all'allestimento: Alessandra Relli, Marino Jerman, Cristina Klarer, Gabriella Gelovizza, Francesca D'Elauteris, Mary Bologna, Olga Ivanovic, Boris Juretic, nonché i volontari dell'Associazione Cittaviva. La mostra, che prevede anche uno spazio interattivo dove sarà possibile provare le emozioni della visione stereoscopica, sarà inaugurata mercoledì 21 dicembre, alle 17.30, e rimarrà aperta fino al 19 febbraio 2017, con i seguenti orari: martedì-domenica 10/19, lunedì chiuso.

«È una mostra eccezionale perchè rappresenta non solo un'assoluta novità del materiale esposto, parte del prezioso patrimonio a disposizione dei civici musei, ma che mette in luce anche la professionalità dei dipendenti comunali che hanno lavorato a mezzi ridotti con grande impegno e dedizione – ha affermato l'assessore Rossi -. Vogliamo fare un passo avanti per un futuro ricco di emozioni e di iniziative che valorizzino i 'contenitori museali' fonte inestimabile di cultura e di straodinarie opere d'arte”. Il direttore Bressi, ringraziando il personale che ha collaborato alla realizzazione dell'esposizione, ha ricordato lo sforzo profuso costantemente da tutti loro che hanno contribuito a far sì che anche durante le festività si garantisca l'apertura al pubblico dei civici musei. Ad eccezione delle chiusure del giorno di Natale e di Capodanno, i musei resteranno aperti fino alla Befana.

Bianchi ha posto l'accento sull'attiva e continua collaborazione fra le istituzioni museali di palazzo Gopcevich, dalla Fototeca al museo teatrale Schmidl, che attraverso ladisponibilità delle persone e con reciproci scambi di materiale contribuiscono ad alimentare esposizioni di grande interesse. «Ne è un esempio questa esposizione, del tutto unica, che i numerosi estimatori della fotografia.»

L'esposizione dedicata al Fondo delle fotografie stereoscopiche, conservato presso la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, offre per la prima volta al pubblico una selezione dei positivi su carta e diapositive su vetro realizzate tra il 1850 e il 1930. E consolida l'intento di far conoscere e valorizzare il patrimonio posseduto dalla Fototeca cittadina, svelando in questo caso il mondo delle stereoscopiche che, dal 1851, anno in cui vengono proposte all'Esposizione internazionale di Londra e affascinano la Regina Vittoria, diventano così popolari da contribuire significativamente alla diffusione della fotografia, soprattutto di soggetti turistici.

Le vedute delle destinazioni turistiche consentono di effettuare i primi viaggi “virtuali” intorno al mondo: di ri-conoscere i luoghi senza conoscerli. Si tratta di uno strumento che precede i successi degli audiovisivi novecenteschi con cui ha in comune l'uso sociale, la centralità della casa, la partecipazione della famiglia nella sua interezza, l'essere oggetto di divertimento e di istruzione al contempo. Lo stereoscopio consente al fruitore di immagini di viaggiare comodamente seduto in poltrona accanto al caminetto, come dice Charles Baudelaire (1821-1867), vedere il mondo e restargli nascosto. Il fondo delle fotografie stereoscopiche conservato presso la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte è composto di 728 beni fotografici descritti, digitalizzati e resi accessibili al pubblico nel Catalogo integrato dei beni culturali, all'indirizzo: https://biblioteche.comune.trieste.it.

La consistenza numerica e la qualità del fondo fotografico, arricchitosi nel corso degli anni grazie a diverse donazioni e acquisizioni, lo rende particolarmente interessante, sia da un punto di vista storico, che artistico. La raccolta triestina propone i luoghi simbolo dell'immaginario turistico: Trieste, le città italiane del Grand Tour, d'Europa, dell'Egitto e dell'esotico Oriente, e persino della Luna. La produzione, sempre più popolare anche a livello amatoriale, tuttavia non si limita a raccontare i monumenti e le vedute, si amplia alla descrizione di tableuax vivants, scene di genere o ricostruzioni storiche, con intenti didattici o edificanti, talvolta anche erotici, mettendo in posa modelli e comparse.

Tutti insieme costituiscono, citando lo scienziato, letterato e grande consumatore di immagini stereoscopiche, lo statunitense Oliver Wendell Holmes (1809-1894), una grande biblioteca fotografica della natura che apre al viaggio, immergendo lo spettatore in una dimensione sensorialmente avvolgente, dall'effetto ipnotico e virtuale. Le immagini proposte sono principalmente in bianco e nero, talvolta colorate a mano, provenienti in gran parte da atelier fotografici attivi in città.

Una selezione di lastre di Arturo Benussi (1866-1938), gentilmente concesse dalla famiglia, arricchisce l'allestimento estrapolato dal patrimonio comunale. Il fotografo amatoriale triestino di grande talento produce alcune immagini stereoscopiche perlopiù colorate: tratto caratteristico delle stereoscopiche borghesi dei primi del '900, che raccontano Trieste, il Friuli, Venezia, la Dalmazia e la Bosnia.

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