Mercoledì, 16 Giugno 2021
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Mario Giacomelli in mostra per "A Silvia" di Leopardi

“Mario Giacomelli. A Silvia. Interpretazione in immagini della poesia di Giacomo Leopardi” sarà inaugurata domenica 10 novembre alle 17 nella sala al secondo piano del Magazzino 26, nel Porto Vecchio di Trieste. In mostra 34 stampe vintage alla gelatina-sali d’argento di vario formato

Mario Giacomelli "A Silvia" -Courtesy Fondo Crocenzi

Fotografia Zero Pixel omaggia quest’anno la genialità di Leonardo con il tema Eureka e in questo contesto il CRAF di Spilimbergo ha scelto di proporre per il festival l’opera di un fotografo tra i più geniali del Novecento italiano: Mario Giacomelli.

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Mario Giacomelli

Considerato da Paolo Monti “l’uomo nuovo della fotografia”, Mario Giacomelli (Senigallia 1925-2000) è poeta dell’immagine e tipografo di professione. La sua opera ha rivoluzionato la fotografia italiana attraverso un linguaggio inconfondibile, onirico fortemente evocativo; uno stile asciutto dominato da un uso estremo del bianco-nero, di forte ispirazione.

La sua produzione fotografica è sterminata, caratterizzata da una intensa commistione tra fotografia e poesia. I foto-racconti sono frutto dell’incontro con l’intellettuale e fotografo suo conterraneo Luigi Crocenzi (Montenegro 1923-Fermo 1984) il quale riflette, a partire dalle nuove modalità espressive apportate dal Neorealismo, sul ruolo educativo della fotografia e sull’importanza del montaggio delle immagini. La serie fotografica diventa quindi “un film immobile sulla pagina stampata”, come lui stesso la definisce nelle lettere conservate al CRAF.

La mostra

La mostra “Mario Giacomelli. A Silvia. Interpretazione in immagini della poesia di Giacomo Leopardi” , che sarà inaugurata domenica 10 novembre alle 17 nella sala al secondo piano del Magazzino 26, nel Porto Vecchio di Trieste, espone il celebre foto-racconto ispirato all’omonima lirica di Leopardi: una sequenza fotografica di 34 stampe vintage alla gelatina-sali d’argento di vario formato, nella sua versione originale del 1964. La serie, al centro di uno dei capitoli più affascinanti e meno indagati della storia della fotografia italiana del dopoguerra e dei rapporti tra letteratura e fotografia, fu elaborata su una sceneggiatura iniziale di Alvaro Valentini, quindi rimaneggiata e montata da Luigi Crocenzi, Giancarlo Iliprandi e Toni Nicolini, e destinata a rientrare all’interno di un ampio progetto di diffusione televisiva dei grandi capolavori della letteratura attraverso la loro trasposizione fotografica, che vide coinvolti diversi fotografi italiani. L’opera, proveniente dal Fondo Crocenzi dell’Archivio del CRAF di Spilimbergo, è già stata esposta a Recanati in occasione delle celebrazioni dell’anno leopardiano: è un primo, raffinato e straordinario esempio di storytelling fotografico. La mostra è curata da Eugenia Di Rocco e Federica Luser e sarà visitabile fino al 24 novembre, dal venerdì alla domenica, dalle 10 alle 17. Per il calendario completo degli appuntamenti di Fotografia Zero Pixel: www.fotografiazeropixel.it

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