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Donne protagoniste / Corso Cavour

Donne che salgono sugli alberi e guardano lontano: inaugurata la mostra fotografica "Io non scendo"

In mostra al Magazzino delle Idee, dal 18 maggio al 25 agosto, più di duecentocinquanta foto anonime e vintage, dal 1870 al 1970, che ritraggono donne in cima agli alberi. Insieme alle immagini, quindici storie che intrecciano fotografia, letteratura e cinema per raccontare la forza liberatoria dell’ascesa

TRIESTE - Inaugurata oggi pomeriggio, presso il Magazzino delle Idee, la mostra fotografica “Io non scendo”, promossa e organizzata da Erpac Fvg e curata da Laura Leonelli, giornalista e scrittrice. Sono foto vintage che provengono dagli Stati Uniti e da ogni angolo d’Europa e Mediterraneo, dalla Francia all’Italia, dall’Ucraina all’Egitto. Sono immagini anonime in bianco e nero, molte conservate negli album di famiglia, che restituiscono al primo sguardo tutta la loro fragilità e intimità, raccontando di un’epoca in cui, contrariamente al presente delirio bulimico d’immagini, una fotografia valeva tantissimo. Più di duecentocinquanta foto anonime e vintage, dal 1870 al 1970, che ritraggono donne in cima agli alberi. Insieme alle immagini, quindici storie che intrecciano fotografia, letteratura e cinema per raccontare la forza liberatoria dell’ascesa. Tra le protagoniste Louisa May Alcott, Simone de Beauvoir, Pippi Calzelunghe, Angela Carter, le triestine Bianca di Beaco e Tiziana Weiss e l’udinese Riccarda de Eccher che hanno detto "io non scendo"

Il leit motiv

Nella sua autobiografia “Io non sono un’alpinista” la scalatrice triestina Bianca di Beaco racconta di come sua madre, contadina, l’avesse spinta “non tanto verso conquiste materiali, ma verso una conquista di me stessa”. E in cima alle montagne, così come da bambina in cima agli alberi, Bianca aveva scoperto “la dimensione in cui i sogni si realizzano”. La sportiva triestina è soltanto una delle tante novelle Eva che, per affermare la necessità di essere se stesse, allontanandosi dallo stereotipo che le vuole radici per il nutrimento altrui, hanno scelto di arrampicarsi sugli alberi, di farsi loro stesse frutto, di essere sovversive come ogni creatura che sale verso il cielo per negare la gravità terrestre e osservare il mondo da una nuova prospettiva.

La mostra, dicevamo, rende omaggio a tre donne triestine e friulane, tre grandi scalatrici: Bianca di Beaco, Riccarda de Eccher e Tiziana Weiss. Tre scalatrici, due generazioni e una città dove le donne sono state più libere che altrove: a Trieste hanno iniziato presto ad arrampicare, e nessuno l’ha trovato strano. Come tutte le bambine irrequiete la prima arrampicata l’hanno affrontata sugli alberi, per poi farsi strada in un mondo che, fino ad allora, era stato rigorosamente precluso a metà del genere umano. La mostra, cui faranno da corollario una serie di eventi d’approfondimento, sarà visitabile fino al 25 agosto, da martedì a domenica, dalle 10 alle 19 (prezzo biglietto intero 8 euro, ridotto 5 euro).

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