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Orange Wine Festival: a Isola la rassegna dedicata ai vini bianchi (FOTO)

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Ieri, venerdi 29 aprile, si è svolta ad Isola d'Istria per il quinto anno consecutivo la manifestazione Orange Wine Festival, la più ampia presentazione di vini bianchi prodotti con il metodo naturale della macerazione prolungata.

Il Festival si è aperto con la solenne cerimonia di inaugurazione alle ore 13.30 nella chiesa di Santa Maria d'Alieto alla quale è seguita dalle ore 14.00 la degustazione nel bellissimo Palazzo Manzioni e nella Casa del Podestà.

Con i loro bianchi macerati erano presenti 69 produttori provenienti da Italia, Slovenia, Austria, Croazia, Serbia e Georgia accompagnati dalle specialità gastronomiche proposte e interpretate da 24 affermati chef. 

«Splende il sole sulla semplice ma deliziosa cittadina istriana e fa decisamente freddo per essere una giornata di Primavera, ma a riscaldarci, ci sono i tanti vini e i meravigliosi prodotti gastronomici offerti negli stand allestiti nel salotto buono di Isola.
Anche se lui non è presente, il primo nome che mi viene in mente è quello di Josko Gravner, con la sua mitica Ribolla e il suo bianco Breg, sicuramente un modello, un maestro per i tanti produttori che sono presenti quali Movia, Paraschos, La Castellada, Radikon, Clai, Rado Kocjancic, Skerk e Zidarich solo per citarne alcuni, tutti orgogliosi di presentare i loro piccoli capolavori quasi tutti disponibili a raccontare le loro grandi storie.

Vini non per tutti, vini che richiedono un pò di attenzione, profumi particolari che delle volte assomigliano ad un passito dal gusto secco e deciso, il colore... l'avete capito.

Produrre Orange Wine in qualche modo significa smarcarsi dalla globalizzazione del vino, recuperare tecniche di vinificazione antichissime che diventano di tendenza, esaltare l'uva e le sue potenzialità, valorizzare il territorio.

I produttori di questi vini hanno qualcosa di speciale: le mani sporche di terra ma il cervello fino, sono poeti che regalano emozioni raccontano storie antiche e per questo sempre nuove.

Si sta facendo tardi e prima di ritornare a casa mi vien voglia di rinfrescare il palato con una bollicina; il Pinot Noir di Casa Caterina (annata 2003, sboccatura 2014) servito dal magnum fa proprio al caso mio.

Il sole pian piano sta tramontando nel mandracchio e anche lui come tutto oggi a Isola si è fatto arancione. Il vino è emozione».

G.Lescovelli - DOCET

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