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Il ritrovamento

Demolisce un muro a secco e trova un pugnale della Grande guerra

L'arma bianca da taglio è stata ritrovata da Primoz Sancin in un muro a secco che circonda una casa in zona San Giovanni.

Trieste, fine del 1918. Un soldato del 97esimo Reggimento torna a casa. La guerra è finita ma sull'uniforme che indossa c'è ancora il fango e la polvere della trincea. Sta per togliersi gli stivali, pesanti come l'inferno che ha vissuto, quando ritrova il suo pugnale. Ora che tutto è finito non sa che farsene, così decide di liberarsi dell'arma. E' stanco e sfinito ma trova la forza per uscire di casa. Lì, a pochi passi, trova un muro. Ad attirare la sua attenzione è un piccolo spazio tra due pietre, dove lo nasconde. Ne appoggia una terza per coprirlo completamente e, una volta ben sigillato, torna in casa.

C'è molta narrazione in questo testo ma tale suggestione serve soprattutto ad immaginare una delle possibili storie che si celano dietro al pugnale, ritrovato oltre cento anni dopo in un muretto a secco del rione di San Giovanni, da Primoz Sancin. L'arma bianca, lama di 15 centimetri e manico di 8, è stata rinvenuta tra due pietre di un muro che, in questi giorni, Sancin sta demolendo, per costruirne uno più resistente: "Non è stata una sorpresa. Sarebbe stato strano il contrario - ha raccontato Sancin. Quando si fanno lavori in economia stai più attento ed è quindi più facile trovare reperti di questo tipo. E' interessante ritrovare pezzi di storia di Trieste".

Secondo Sancin l'arma potrebbe essere stata nascosto di proposito. "Era infilata tra due pietre e sopra ce n'era una terza". Le foto sono state pubblicate da Sancin sul gruppo Facebook "Misteri e meraviglie del Carso" e molti triestini hanno commentato le immagini, cercando di capire che tipo di arma fosse. "La lunghezza totale - si legge tra i commenti - è quella di un pugnale da combattimento. Sembra che la parte di lama vicina alla punta sia più larga che alla base, assimilabile a un tipo di pugnale da trincea germanico della Prima guerra mondiale, ma può essere che la diversa larghezza sia dovuta appunto alla corrosione". "Di armi simili ne esisteva una grande varietà in tutti gli eserciti - continua il commento -, in particolare nella Grande guerra ma anche nella Seconda, molte volte si trattava di baionette accorciate in modo artigianale, altre volte di armi appositamente prodotte in serie, di diverso tipo e grandezza. Credo che qualcuno ne sia entrato in possesso e poi lo abbia nascosto".

Forse non sapremo mai chi e per quale motivo abbia nascosto quel pugnale. Ritrovarlo a distanza di oltre un secolo, proietta i pensieri alla Trieste asburgica, così distante eppure molto più vicina di quello che potremmo immaginare.  

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