S/paesati, al Miela mistero, musica e suspence con "Barbablu"

S/paesati eventi sul tema delle migrazioni  XVI edizione

Giovedì 19 novembre  ore 21 – Teatro Miela

BARBABLU di Amélie Nothomb

reading/studio scenico

con Laura Bussani e Alessandro Mizzi.

Al pianoforte Riccardo Morpurgo. Sonorizzazioni Nazareno Bassi.

Drammaturgia Stefano Dongetti. Regia Sabrina Morena

Una coproduzione S/paesati – Bonawentura – Pupkin Kabarett in collaborazione con Alliance Française di Trieste.

Saturnine, giovane ragazza belga, cerca un alloggio a Parigi e trova un suntuoso appartamento da condividere con l’eccentrico proprietario, il Grande di Spagna don Elemirio Nibal y Milcar. Ma l’irriverente Saturnine non sa che otto donne prima di lei hanno abitato in quella magnifica casa e che di loro nessuno ha più notizie.Un romanzo che rivendica il diritto ad avere dei segreti e che indaga i meccanismi dell’amore, il cannibalismo sentimentale e la doppiezza della natura umana.

S/paesati con Bonawentura e Pupkin Kabarett ha iniziato uno studio su questo testo con l'obiettivo di realizzare uno spettacolo nel prossimo futuro. Ne è nato un reading dove la parola e la musica si intrecciano come i personaggi nella loro relazione ambigua, fatta di seduzione e di sospetto in una dimensione dove il reale e il surreale si confondono. Il tutto condito dall'inconfondibile senso dell'umorismo e dal gusto del paradosso di Amélie Nothomb, un'autrice che riesce a descrivere con grande arte i meandri del cuore umano senza dimenticare di sottolinearne le reazioni scomposte e assurde.

Partendo dalla dimensione sinistra e paurosa della favola di Barbablù, Amélie Nothomb la inserisce nel mondo contemporaneo facendo dialogare Saturnine, una giovane ragazza del mondo di oggi e un nobile spagnolo che vive nel mondo di ieri, tra i libri dell'Inquisizione e strampalate teorie sulle relazioni sentimentali. Come nella favola del Barbabù, c'è una stanza in cui la ragazza non può entrare e subito il sospetto si insinua nel racconto mentre allo stesso tempo inizia il gioco di seduzione del nobile don Elemiro che ogni sera invita a cena Saturnine insidiandola attraverso l'arte pasticcera.

Accompagnano il reading le immagini del pittore simbolista belga Ferdinand Khnopff, citato nel romanzo dal nobile Elemiro che immagina Saturnine in un corpo di ghepardo come nel dipinto Le carezze di Knopff in cui una donna ghepardo abbraccia un giovane uomo.

Amélie Nothomb nasce nel 1967 a Kobe, in Giappone, dove il padre, rampollo di un’antichissima e nobile famiglia belga, è diplomatico. Trascorre l’infanzia e la giovinezza in vari paesi dell’Asia e dell’America, seguendo i genitori nei loro continui cambiamenti di sede. Questi primi anni di vita sono raccontati da lei stessa in molti libri, soprattutto in Biografia della fame, una vera e propria autobiografia in cui parla dell’anoressia, dello straordinario rapporto simbiotico con la sorella, dei paesi dove ha vissuto. A 21 anni torna da adulta in Giappone, terra da lei incondizionatamente amata, e lavora per un anno in una grande impresa giapponese, con esiti disastrosi e ironicamente raccontati in Stupore e tremori. Alla fine di questa devastante esperienza, rientra in Francia e propone il manoscritto di uno dei suoi romanzi a una solida e storica casa editrice, Albin Michel. Si tratta di Igiene dell’assassino, che esce il primo settembre del ’92 e conquista subito folle di lettori. Alcuni critici si rifiutano di credere che questo romanzo sia stato scritto da una esordiente di 25 anni. Come ha raccontato in numerose interviste (la rassegna stampa a lei dedicata è poderosa), scrive da quando aveva 17 anni e con assoluta regolarità, per almeno quattro ore al giorno, preferibilmente al mattino presto, dalle 4 alle 8, sollecitata da numerose tazze di tè nero fortissimo. A questo ritmo produce alcuni romanzi l’anno fra i quali sceglie quello da pubblicare, che esce regolarmente in Francia per la rentrée letteraria. Ha pubblicato fino a oggi 21 romanzi, e tutti e 21 sono stati tradotti e pubblicati in Italia da Voland, la casa editrice italiana a cui ha dichiarato molte volte in varie interviste di voler rimanere fedele. Secondo i dati forniti dalla casa editrice francese, Amélie Nothomb è tradotta in 45 paesi diversi e ha venduto nel mondo più di 2 milioni di libri, escluse le vendite in Francia. Per Causa di forza maggiore, uscito nel 2009, ha vinto in Francia il Grand Prix Jean Giono per l’insieme della sua opera ed è stata finalista in Italia al Premio SuperFlaiano 2008. Una forma di vita è stato selezionato per il Premio Goncourt 2010.

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