Al “Verdi” di Trieste “Luisa Miller”

Conosciuta anche come l'opera che non doveva esistere, “Luisa Miller” fu per Giuseppe Verdi una seconda scelta. Insieme al librettista Salvadore Cammarano, il grande compositore optò infatti per adattare e musicare la tragedia “Intrigo e Amore” di Friedrich Schiller solo dopo aver scartato l’idea originale, ovvero un dramma patriottico ispirato all’assedio di Firenze portato nel Cinquecento da Carlo V, messo da parte per il timore di incorrere nelle limitazioni della censura di quei tempi.

Nonostante le premesse, l'opera aprì per il compositore la felicissima stagione della maturità creativa. Prologo ideale ai successi della trilogia rappresentata da “Rigoletto” , “Il Trovatore” e “La Traviata”, “Luisa Miller”  rappresenta una pagina decisiva nel repertorio verdiano, chiave di volta per il melodramma attraverso uno splendido realismo che contribuì all’evoluzione del verismo anche in musica. Da qui la felice scelta, apprezzata soprattutto dagli appassionati melomani, per il teatro lirico “Giuseppe Verdi di Trieste” di riproporre per questa stagione il titolo dopo ben 26 anni dall'ultima rappresentazione.

L'opera, la quinta del cartellone, andrà in scena da venerdì 4 marzo a sabato 12 marzo. La messa in scena - una coproduzione tra Fondazione Teatro Regio di Parma e Fondazione Teatro Regio di Torino - curata dal regista Denis Krief, che firma anche le scene, i costumi e il disegno luci, si concentra sapientemente sul racconto senza tempo della storia d’amore contrastata. L’ambientazione è invece del tutto originale: l’azione si svolge nell’arco di una giornata, tra quattro pareti domestiche, un’incursione inedita nella borghesia italiana di fine ‘800. 
Il podio e la direzione dell’Orchestra del “Teatro Verdi” sono affidati al Maestro Myron Michailidis: già direttore dell’Opera Nazionale Greca.

Due cast si alterneranno sul palcoscenico del Verdi: per interpretare Luisa torna a Trieste, dopo il successo di “Norma”, il soprano spagnolo Saoia Hernandez, che ha preparato la parte con la preziosa guida di Montserrat Caballé. Nella parte di Rodolfo, Gustavo Porta il tenore argentino, ormai italiano d’adozione, già conosciuto dal pubblico triestino in occasione del suo esordio come Renato Des Grieux in “Manon Lescaut” nel 2007. Sempre nei panni di Luisa nel secondo cast  la giovane bulgara Stefanna Kybalova al suo debutto al Verdi di Trieste, in coppia con il tenore kazako Medet Chotabayev che interpreterà Rodolfo. 

Alessandra Ressa
  

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