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Scene anni Cinquanta e grandi talenti al Verdi in “L'elisir d'Amore”

Scenografie spettacolari e grandi voci in scena al Teatro Lirico "Giuseppe Verdi" nell'opera di Donizetti, "L'elisir d'Amore". La regia di Fabio Sparvoli ha riscontrato ottime recensioni e entusiasmato il pubblico triestino. La direzione dell'opera è stata affidata al M°Ryuichiro Sonoda

Lunghi applausi a scena aperta per il tenore Leonardo Ferrando, uno straordinario Nemorino in scena ieri sera al “Verdi” di Trieste con “L'Elisir D'Amore” di Gaetano Donizetti. Il tenore leggero, uruguaiano di origine italiana, si è particolarmente distinto nella bellissima e struggente aria “Una furtiva lacrima”, che ha saputo destare emozioni forti anche nell'esigente pubblico triestino, guadagnandosi diversi minuti di calorosa approvazione. Non altrettanto applaudito invece il soprano Roberta Canzian nel ruolo di Adina.

Pur perfetta nella tecnica della difficile partitura donizettiana, la protagonista non è stata entusiasmante sotto l'aspetto vocale. Il temperamento scenico è stato comunque apprezzabile. Ottimo il Belcore di Filippo Polinelli, cantato con precisione, sicurezza ed intrepretato con gusto, ben abbinato alla divisa di carabiniere con pennacchio. Grande maestria interpretativa per Domenico Balzani, nel ruolo del Dottor Dulcamara. Il pubblico ha apprezzato la presenza scenica comica e magnetica e soprattutto la piacevole leggerezza del timbro, un Dulcamara molto coinvolgente e ammiccante che riesce sempre a far sorridere la sala.

12400309_10154377437998154_620457673_o-2Ottima la regia di Fabio Sparvoli, un allestimento giocoso della Fondazione Teatro Regio di Torino con disegno luci di Jacopo Pantani. Il risultato è vivace, solare, ma allo stesso tempo semplice e perfettamente conforme alla storia ingenua e a lieto fine. Scene e costumi, rispettivamente di Saverio Santoliquido e Alessandra Torella, della campagna anni Cinquanta con colori pastello su sfondo monocromatico che nell'insieme hanno esaltato lo spirito semplice e giocoso dell'opera. Ottima la performance, anche recitativa, del coro del “Verdi”, preparato dal M° Fulvio Fogliazza.

La direzione dell'opera è stata affidata al M°Ryuichiro Sonoda, direttore giapponese già apprezzato sul podio triestino sia in campo operistico che sinfonico. Opera tra le più fortunate di Donizetti, L’Elisir fu forse il titolo più rappresentato durante la vita del compositore; dopo la morte di Donizetti venne trascurato per una cinquantina d’anni per poi essere riscoperto da Enrico Caruso, e divenire un classico nel repertorio dei grandi tenori, da Gigli a Pavarotti.

di Trieste

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