Ritorna "A Sarajevo 28 giugno" al Museo "Diego de Henriquez"

. Ritorna in scena al Museo di guerra per la pace “Diego de Henriquez” lo spettacolo "A Sarajevo il 28 giugno" di Gilberto Forti nato da un’idea dello scrittore e giornalista Paolo Rumiz, che già nella scorsa primavera aveva ricevuto calorosa accoglienza nelle repliche proposte in matinée. Il successo è stato tale che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia (produttore dello spettacolo) in collaborazione con il Comune di Trieste - Area Educazione, Università, Ricerca, Cultura e Sport ripropone una serie di repliche a marzo 2017, questa volta esclusivamente riservate agli studenti delle scuole medie e superiori della Provincia e della regione.

Le repliche avranno luogo a partire da mercoledì 8 marzo e fino a lunedì 13 e poi il 20, 22, 23 e 24 marzo di mattina: le scuole interessate che non avessero ancora preso contatti con il Teatro Stabile per prenotarsi possono scrivere il prima possibile una mail a greta.petronio@ilrossetti.it, per ricevere tutti i dettagli.

A Sarajevo il 28 giugno si dipana dall’avvenimento storico dell’attentato di Sarajevo di cui furono vittime l’Arciduca Francesco Ferdinando e sua moglie Sofia: un gesto crudele che scosse l’Europa e scatenò la Prima guerra mondiale.
Tratteggia dunque una pagina di storia fondamentale per chi studia e che – rivissuta attraverso l’interpretazione degli attori – diventa ancor più interessante.
Inoltre lo spettacolo prevede che il pubblico si muova fra le sale dell’interessante Museo di guerra per la pace “Diego de Henriquez” e fra cimeli, cannoni, carri che sono dei veri e propri “pezzi di storia” incontri i protagonisti, ognuno dei quali è testimone diretto dei fatti di Sarajevo e ne offre una propria versione.

L’episodio viene così raccontato – secondo il modello delle “interviste impossibili” – da figure dell’epoca che in costume storico attendono in diversi punti del Museo: in quest’edizione gli spettatori incontreranno Andrea Germani (nei panni dell’Archivista Dunkelblatt), Ester Galazzi(Frau Magdalena Gobec, che fu presente alle esequie degli arciduchi), Adriano Braidotti (l’ingegner Szigeti che studia il percorso del corteo su cui si compì l’attentato), Francesco Migliaccio (il Dott. Vasič che si occupò in prigione di Gavrilo Princip), tutti ottimi attori della compagnia del Teatro Stabile.
Le diverse testimonianze sono recitate dagli attori contemporaneamente nei vari spazi del Museo, e ripetute più volte, in modo che ogni spettatore possa seguire tutte le parti di A Sarajevo il 28 giugno e godere della pièce e del Museo in modo dinamico.

Quel 28 giugno 1914 due colpi di pistola fecero rullare i tamburi in tutta Europa, e nelle fabbriche si misero all’opera per costruire nuove, impressionanti macchine da guerra. Per un mese, un mese esatto rimasero nascoste, pronte ad entrare in azione e portare via il mondo di ieri, per gettarci nel Moderno. Alcuni compresero quei colpi, altri intuirono qualcosa, altri ancora non si resero conto, non videro le armi nascoste.
Il 28 giugno iniziò quel terribile work in progress che il 28 luglio vide il suo primo compimento. Il lavoro di Gilberto Forti e l’intuizione di Paolo Rumiz ci raccontano quel mondo di ieri nel momento in cui inizia la sua svolta finale, attraverso le parole di quelli che,
nei tanti paesi, quel mondo e quel momento li avevano vissuti.

Lo spettacolo nasce dalla collaborazione fra il Comune di Trieste ed il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
A Sarajevo il 28 giugno di Gilberto Forti nasce da un’idea dello scrittore e giornalista Paolo Rumiz, la colonna sonora è stata eseguita dalle quattro musiciste del Quartetto Iris e comprende brani di Johann Strauß figlio e Franz Schubert.
La compagnia di interpreti è composta da Adriano Braidotti, Ester Galazzi, Andrea Germani, Francesco Migliaccio.
 

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