Torna al Rossetti "Valzer per un mentalista" tra manicomi e illusionismo

Simone di Luca in "Valzer per un mentalista"

Dopo il successo della prima tranche di recite, alla fine del 2019, riprendono il 2 gennaio alla Sala Bartoli le repliche di “Valzer per un mentalista” progetto che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha commissionato a Davide Calabrese e Fabio Vagnarelli per la drammaturgia e affidato al regista Marco Lorenzi. È una creazione singolare ed innovativa un affascinante crossing tra uno spettacolo di prosa e di magia, alla ricerca di un’esperienza e di un territorio nuovi. Vi è impegnata una compagnia di talenti decisi e giovani, tutti, dagli attori ai creatori, ben “under 35”.

L’idea parte dall’incontro del direttore del Teatro Stabile, Franco Però, con il regista Marco Lorenzi e la compagnia de Il Mulino di Amleto (ospiti la scorsa stagione allo Stabile con un’applaudita messinscena di “Platonov”) e dal desiderio lavorare sul tema della mente umana, degli studi che la riguardano, dei suoi misteri. Lo Stabile, già da più stagioni è infatti impegnato a trattare sulla scena anche argomenti scientifici, e recente è il successo di “Tra parentesi. La vera storia di una impensabile liberazione” di e con Peppe Dell’Acqua e Massimo Cirri, sul tema della rivoluzione basagliana. E infine la passione per il mentalismo di Davide Calabrese e Fabio Vagnarelli – due degli Oblivion – con cui lo Stabile ha un rapporto di grande reciprocità…

«“Valzer per un mentalista” è un lavoro di equilibrio davvero affascinante. Credo che in questo carattere di grande novità sia il motivo che mi ha spinto ad abbracciare una sfida come questa. Se ci penso bene, non conosco niente che possa assomigliare ad uno spettacolo come questo, che si propone di non essere né uno spettacolo di prosa, né uno spettacolo di magia, ma di essere entrambi e forse anche qualcosa di più. Ovvero una scommessa per una forma nuova e avvincente. Qualcosa che porti gli spettatori e gli attori in un gioco con regole nuove. Con il quale riconsegnare al pubblico alcune domande per me davvero importanti: cosa saremmo noi senza la memoria del nostro passato? Cosa saremmo senza la possibilità di immaginare il nostro domani? E infine, la ricerca della verità è davvero legata al nostro desiderio della felicità?» il regista Marco Lorenzi introduce con queste riflessioni “Valzer per un mentalista”, che ha portato in scena attraverso un linguaggio colto e stimolante, che si avvale di potenti contaminazioni.

Questo fin dalla composizione del cast: due attori della compagnia dello Stabile del Friuli Venezia Giulia – Andrea Germani e Romina Colbasso – e un mentalista: si tratta di Vanni De Luca, che stupisce la platea per la straordinaria forza della sua mente, ma certo anche per la sua eccellente espressività in scena. Lo spettacolo si ambienta nella Trieste del 1919. Un giovane uomo completamente privo di memoria viene rinchiuso nel manicomio cittadino. Lì Nemo (Vanni De Luca) – questo il nome assegnato al misterioso uomo senza passato – incontra la dottoressa Martha Bernard (Romina Colbasso) che sperimenta insieme a lui la tecnica della psicanalisi, allora agli albori. Ma c’è anche un altro strano paziente con cui Nemo condivide la stanza di degenza: Edi (Andrea Germani). Tre personaggi diversi tra loro, ma che sembrano essere le molte facce di una stessa medaglia.

Un sistema di scatole cinesi in cui niente è come sembra e che annoda le vicende dei protagonisti in un vero e proprio Valzer continuamente spiazzante: la dottoressa Bernard sembra perseguire la missione di riabilitare il giovane senza memoria e contemporaneamente affrancare la dottrina psicanalitica agli occhi dei colleghi detrattori; Edi è intento a smontare gli entusiasmi del compagno di stanza e a ricordargli quanto la condizione del malato mentale sia irreversibile; Nemo, completamente smarrito dalla perdita della sua identità, è attanagliato da paure, speranze, incubi atroci e abilità straordinarie che emergono suo malgrado. Nodi che si sciolgono in un finale che ci ricorda come non ci si debba fidare delle apparenze e che la realtà è sempre più complessa di ciò che sembra. “Valzer per un mentalista” si propone di catapultare il pubblico all’interno di una vicenda avvincente e di metterlo nella condizione di sfidare le capacità mentali di Nemo. Memoria, finzione, verità ed intrattenimento si fondono e si confondono in un contesto onirico nel quale ci sembrerà di muoverci come in un sogno. Le repliche proseguiranno fino al 12 gennaio, con inizio alle ore 19.30 di martedì e venerdì, di mercoledì, giovedì e sabato alle ore 21 e di domenica alle ore 17. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti, agli altri consueti punti vendita, o via internet sul sito www.ilrossetti.it . Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.

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