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Il capolavoro di Puccini / Barriera Vecchia - Città Vecchia / Piazza Giuseppe Verdi

"Tosca" al Verdi: applausi e teatro pieno anche alla penultima replica

Apprezzata la direzione d'orchestra del maestro Christopher Franklin, la regia, le scene e i costumi di Hugo de Hana e le interpretazioni dei solisti

La Tosca di Puccini è andata in scena ieri, giovedì 10 marzo, al teatro Verdi, in una partecipatissima replica, con un pubblico in larga parte giovane. Un titolo di sicuro richiamo, dove il dramma amoroso incontra Storia con la S maiuscola e lontani venti di guerra, risvegliando nello spettatore inquietudini molto attuali. La scelta del titolo è stata precedente ai recenti sviluppi geopolitici i quali, probabilmente, hanno contribuito ad aumentare il coinvolgimento in sala.

L’orchestra, ormai da tempo “a vista” e sconfinante verso la platea causa disposizioni Covid, è stata protagonista della serata con una grande esecuzione concertata dal maestro Christopher Franklin, originario di San Francisco e già “di casa” al Verdi con acclamate produzioni. Il noto regista argentino Hugo de Hana ha curato anche costumi e scenografie in una combinazione di elementi reali e proiezioni video: sul palco emormi frammenti di statue, quasi a sottolineare la granitica ineluttabilità del destino che si compie sulla scena, mentre sul proscenio e sullo sfondo appaiono proiezioni del contesto al di fuori del palco: gli sbirri in cerca dell’evaso, scene di battaglie lontane solo menzionate dal libretto e famose opere d’arte, sia a tema sacro che profano, a suggerire i cattivi presagi che incombono dalle prime note (il tonante leitmotiv di Scarpia). Soluzione già vista, quella dei video, anche nella precedente versione del capolavoro pucciniano al Verdi nel 2017, ma non per questo meno efficace. Dinamiche e chiaroscurali le luci di Valerio Alfieri.

Il cast

La soprano croata Kristina Kolar ha interpretato il ruolo del titolo con tutta la palpabile esperienza di quaranta ruoli alle spalle, mentre il pittore Mario Cavaradossi ha preso vita nella squillante voce del tenore georgiano Mikheil Sheshaberidze. Brillante l’interpretazione del baritono Alfredo Daza nel ruolo del perverso barone Scarpia. Buone le interpretazioni degli altri interpreti: Cristian Saitta (Angelotti), Dario Giorgelè (il sacrestano), Motoharu Takei (Spoletta), Min Kim (Sciarrone), Giuliano Pelizon (Un carceriere) e il pastorello (Maria Vittoria Capaldo). La breve ma essenziale esibizione del coro è stata ben orchestrata dal maestro Paolo Longo, mentre il maestro Cristina Semeraro ha diretto il coro dei Piccoli Cantori della Città di Trieste. Domani, sabato 12 marzo, andà in scena l’ultima replica.

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