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"Trieste azzurra": premiati 86 campioni azzurri al Ridotto del Verdi

Durante la cerimonia è stato sottolineato che Trieste è ricca di tradizioni sportive, anche e soprattutto al femminile, e tutt' oggi è un vivaio molto produttivo di tanti Azzurri tanto da guadagnarsi il titolo di città 'più sportiva d'Italia'

Nella incantevole cornice del Ridotto del Teatro Verdi, gremito di persone, sportivi, parenti e amici, alla presenza delle autorità cittadine regionali, dell'assessore comunale allo Sport e dei massimi rappresentanti dello sport triestino e del Coni, si è tenuta oggi la cerimonia annuale di premiazione degli atleti azzurri che hanno rappresentato Trieste e l'Italia nel mondo. Tra i presenti, il Rettore Maurizio Fermeglia e i vertici di altre istituzioni della Città della Scienza, a sottolineare l'importanza degli studi e la formazione completa dell'individuo paghino nella vita e siano indispensabili.

Ad aprire la cerimonia il commosso omaggio all'indimenticabile Azzurro onorario Dario Samer, recentemente deceduto. Atleta, dirigente e imprenditore munifico per lo sport e per la città, rappresentato dalla signora Lidia, alla quale è stata conferità una targa, e dai figli Enrico e Lili. “Trieste Azzurra” - come ha ricordato la presidente dell'Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri Marcella Skabar – è una festa che da tre decenni l'Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d'Italia coorganizza con il Comune di Trieste per premiare in modo equo, tutti assieme e nella stessa occasione, gli Atleti che nel corso dell'annata appena conclusa abbiano rappresentato Trieste e l'Italia in vari incontri internazionali vestendo la Maglia Azzurra e facendo parte della Nazionale ufficiale delle singole federazioni sportive del CONI. In tal modo si vuole esprimere particolare gratitudine da parte della città ai numerosi atleti che nell'annata precedente hanno indossato la maglia azzurra in diverse specialità sportive. E per dimostrare ai giovani che non fanno sport i benefici e i valori della pratica sportiva di alto livello, rappresentando l'Italia, il piacere di conoscere il mondo, di stringere nuove amicizie in diversi Paesi. È stato anche evidenziato il felice connubio tra scienza e sport: «Entrambi puntano a obiettivi da raggiungere e da superare per la crescita armoniosa della persona, nella continua ricerca di migliorare e ottenere i massimi risultati. Per l'anno 2017 sono stati premiati ben 86 atleti. Un numero elevato frutto della peculiare cultura sportiva mitteleuropea tipica del territorio. Trieste – è stato sottolineato - è ricca di tradizioni sportive, anche e soprattutto al femminile, e tutt' oggi è un vivaio molto produttivo di tanti Azzurri tanto da guadagnarsi il titolo di città 'più sportiva d'Italia'. Nel rispetto delle migliori tradizioni, anche questa edizione ha visto salire sul palco del Ridotto i campioni triestini protagonisti e vincitori di tante imprese sportive nel 2017 e che sono stati premiati con un simbolico riconoscimento.

Un premio speciale è stato consegnato al Prof. Maurizio Fermeglia, appellato quale “Rettore più sportivo d’Italia”, che – è stato ricordato - prima di essere eletto Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Trieste, è stato Direttore dell'allora Dipartimento di Ingegneria Chimica, dell'Ambiente e delle Materie Prime e Direttore della Scuola di Dottorato in Nanotecnologie. Ordinario di Principi di Ingegneria Chimica, è uno scienziato che si occupa della progettazione di nanomateriali sia per uso industriale che biomedico, è autore di oltre 300 pubblicazioni su riviste internazionali, ed è annoverato nella lista dei 100 migliori scienziati al mondo. Come giocatore e come sportivo ha praticato agonisticamente la pallavolo con l'Arc Linea juniores, vincendo una Medaglia d'Argento e per 4 anni ha giocato nel campionato danese. Ha praticato basket, tennis, motocross, alpinismo, sci e sci alpinismo; è accademico del CAI, esperto in salite alle più alte vette, fra le quali l'Huascaran in Ande peruviane e il Capitain nel Yosemite in California. E' anche Responsabile della Stazione di Soccorso Alpino di Trieste e Istruttore di sci-alpinismo. Fra le numerose imprese sportive vanta anche la discesa del versante Nord del Gran Paradiso. «Lo sport è scuola di vita per porsi, come negli studi, degli obiettivi nel rispetto degli avversari – ha detto - cosa che non succede in altri contesti e che aiuta a maturare».

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